California: Il drone aiuta a proteggere le gru

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SJM-DRONEBIRDS-1127-10-LNonostante l proibizione di fare lavoro aereo con i droni negli USA,  in California i  ricercatori di The Nature Conservancy usano un Phantom DJI nel cuore di Staten Island, una fattoria acquisita dal gruppo nel 2001 e usata sia come laboratorio sia come rifugio per gli uccelli migratori. La loro missioneè quella di utilizzare le foto e i video ripresi dal drone per ottenere un conteggio più accurato della popolazione di gru sandhill (gru canadese),  più grande e più maestoso uccello svernante dell’isola.

“Stiamo nel bel mezzo di una delle più grandi rotte migratorie del mondo”, dice Rodd Kelsey, responsabile scientifico della base. “Anche se numericamente le gru sono lentamente aumentate negli ultimi 20 anni, continuiamo a perdere sempre più habitat, il che significa che sono ancora in pericolo.”

E’ qualche mese che Kelsey e i suoi colleghi stanno testando i droni per il loro lavoro. L’ipotesi è che sia facile contare il numero di uccelli immortalati nelle immagini chiare di uccelli fotografati dall’alto – sia alla luce del giorno sia di notte,  grazie a una telecamera a infrarossi – e ottenere un censimento migliore di quello che potrebbero fare i volontari che operano in un paesaggio difficile da leggere, pieno di pennuti frenetici.

Numeri più affidabili sarebbero di grande aiuto per gli scienziati che gestiscono i 92 mila ettari della riserva, che ospita il 15% delle 9.000 gru canadesi che passano per la valle durante la stagione migratoria. “Potenzieremo i voli notturni per fotografare le gru”, ha detto Matt Merrifield, direttore della mappatura. “La notte è il nostro Sacro Graal, perché le immagini degli uccelli in piedi sono ben definite contro l’acqua scura, quindi sono veramente facile da contare, uno per uno.”

Ma contare le gru non è facile: la batteria come ben sappiamo dura solo 20 minuti. E altri uccelli, come le oche aleutine, attaccano il drone come bombardieri in picchiata, e fanno scappare le gru. Ma il nemico più insidioso è la burocrazia: I ricercatori americani sfidano la proibizione della FAA perché, dicono, “la tecnologia è eccitante e promettente”.

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