Nessuna alterazione al campione di sangue trasportato da drone

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Un drone per far volare in sicurezza sacche di sangue, così da raggiungere zone remote e popolazioni lontane da strutture sanitarie. Uno scenario iche da ipotetico diventa realistico.

Il via libera a questo nuovo mezzo di trasporto sanitario aereo arriva da uno studio nato con la collaborazione tra la Johns Hopkins University di BAltimora e la Makerere University di Kampala (Uganda)
Le provette di sangue caricate sul drone ad ala fissa hanno fatto un volo di 38 minuti a 100 metri di altezza, mentre la temperatura ambientale  si aggirava intorno ai 20 gradi. Al termine dell’esperimento, tutti i campioni sono stati sottoposti ai 33 tipi di analisi  comuni, che rappresentano l’80% dei test del sangue che vengono fatti normalmente.

Gli sbalorditivi risultati confermano che comparando le provette rimaste a terra e quelle inviate per aria, non sono state riscontrate sostanziali differenze: «il volo non ha avuto alcun impatto», spiegano i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Plos One.

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Timithy Amukele (a sinistra)

“Il volo con il drone – precisa il capo ricercatore Timothy Amukelenon ha avuto nessun impatto”. Ora il passo successivo sarò quello di portare a termine uno studio pilota in Africa dove diverse strutture sanitarie distano dai villaggi anche 90 km.
Un drone potrebbe coprire 100 chilometri in 40 minuti – conclude iAmukele – sono meno costosi delle moto e non sono soggetti a intoppi del traffico. Inoltre, esiste anche una tecnologia con cui è possibile programmare il veicolo da casa con le coordinate Gps, come un moderno piccione viaggiatore”.

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