I droni Reaper italiani saranno armati con missili e bombe laser: OK dalla Casa Bianca

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Come avevamo anticipato lo scorso febbraio, i Predator italiani avranno missili e bombe guidate dal laser. L’OK della Casa Bianca  è arrivato oggi, o meglio dall’Ente governativo DSCA (US Defense Security Co-operation Agency)  anche se il Congresso USA ha ancora 15 giorni per eventualmente bloccare il trasferimento di tecnologia e armi dagli USA all’Italia. Se il Congresso non si opporrà, il nostro paese diventerebbe il secondo della NATO, dopo l’Inghilterra (e ovviamente gli USA) a disporre di una flotta di 12 droni militari con capacità offensive, mentre finora i nostri UAV erano relegati a soli compiti di ricerca e soccorso e ricognizione. I primi droni italiani ad essere armati dovrebbero essere due dei sei General Atomics MQ-9 Reaper (meglio noti come Predator B) in forza alla nostra Aeronautica militare. La fornitura completa, del valore di 129,6 milioni di dollari comprende 156 missili AGM-114R2 Hellfire II di Lockheed Martin, 20 bombe a guida laser GBU-12, 30 Joint Direct Attack Munitions GBU-38 e altri armamenti assortiti come kit di installazione, missili dummy per esercitazioni, ricambi. Le ragioni della richiesta italiana, a lungo rimasta inascoltata negli USA, sono “la possibilità di contribuire in modo più efficace alle operazioni NATO, miglioramento della flessibilità oprativa dell’Aeronautcia, e maggiori possibilità di sopravvivenza delle truppe italiane nei teatri operativi”.
Oltre all’Italia, sempre in ambito NATO anche la Turchia è interessata ad armare i propri droni. Reaper è l’evoluzione del Predator originale, tuttora in produzione. Rispetto a questo ha un motore molto più potete (un turboelica da 950 cavalli, mentre il Predator originale ha un motore Rotax a pistoni da appena 115 cavalli) che gli consente non solo una velocità di crociera tre volte superiore ma anche di portare un payload 15 volte superiore, missili compresi, e naturalmente costa anche molto di più: 18 milioni di dollari circa, armamento escluso, contro i circa 4 milioni del “vecchio” Predator.

Finora, i Reaper (disarmati) italiani hanno preso parte a diverse operazioni militari e umanitarie:

  • in Libia, a partire dal 10 agosto 2011, hanno totalizzato circa 300 ore di volo
  • in Kosovo, a partire dal 13 Marzo 2012, in appoggio all’operazione NATO KFOR “Joint Enterprise”
  • Nel mediterraneo, nella missione  “Mare Nostrum” in missioni di ricerca e salvataggio dei naufraghi sulle rotte dei migranti
  • In Afghanistan a partire dal 2014, in avvicendamento rispetto ai “vecchi” Predator.
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