Irlanda prima in Europa ad adottare un registro per i droni

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Se quest’anno in Irlanda Babbo Natale vorrà mettere da parte la slitta e usare i droni per consegnare i regali in modalità 2.0, dovrà prima registrarli. Già, perché sorpresa il paese delle fate e di San Patrizio ha bruciato sul tempo gli Stati Uniti e il resto d’Europa nella creazione di un registro dei droni. La notizia è stata annunciata da Ralph James, capo del comparto norme di sicurezza della IAA, (Irish Aviation Authority), durante il “Drones, Data X Conference”, tenutosi pochi giorni fa a Westport.

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L’iniziativa offre un’opportunità per un veloce confronto con il lavoro che la FAA sta portando avanti negli USA, dove si è da poco conclusa la serie di incontri dedicati alla raccolta di opinioni e suggerimenti relativi al futuro processo di registrazione dei droni, che dovrebbe vedere la luce entro fine anno. Negli Stati Uniti si ragiona nell’ottica di registrare droni e aeromodelli sopra le 9 once di peso (poco più di 250 grammi), includendo di fatto anche numerosi piccoli droni usati per lo più per hobby, mentre la direzione scelta dall’Irlanda è molto meno inclusiva, dal momento che prevede l’iscrizione nel registro solo per i droni dal peso superiore a 1 chilogrammo. Un’altra novità del nuovo registro sarà un’app che informerà appassionati e professionisti sulle aree di volo con limitazioni o assolutamente vietate.

Secondo le previsioni, il nuovo registro per i droni in Irlanda dovrebbe entrare in funzione dal 21 dicembre, in tempo per “colpire” anche alcuni tra i numerosi droni che si prevede verranno regalati a Natale e che andranno ad aggiungersi ai circa 5mila modelli che secondo le stime sono già presenti nel paese. E nonostante permangano numerosi dubbi sulle effettive possibilità che la creazione di un registro per droni sia sufficiente ad evitare usi impropri ed incidenti, di certo un’iniziativa del genere avrà ripercussioni sul mercato, offrendo nuove valutazioni tecniche alle aziende produttrici e ai professionisti del settore. Inoltre, essendo quello irlandese il primo registro a vedere la luce in Europa, di sicuro traccerà delle linee guida capaci di ispirare le autorità normative di altri paesi che – c’è da scommettere – presto seguiranno l’esempio dell’Irlanda.

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