Amazon: il drone per le consegne sarà un ibrido

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Amazon stupisce con un video del suo (futuro) servizio Prime Air, la consegna con i droni. La macchina scelta, ancora allo stadio di prototipo, è un convertiplano, quindi un incrocio tra multicottero e ala fissa, che unisce i vantaggi del secondo (decolli e atterraggi di precisione, possibilità di hovering, alta precisione nel mantenimento della posizione) con quelli del secondo (velocità, davvero notevole, 90 km/h, ma soprattutto autonomia). La configurazione quindi è un ottocottero con ridondanza (se uno o due motori o eliche vanno in crisi, vola lo stesso)  con ali e un motore ausiliario in coda per il volo traslato, a lunga autonomia (una ventina di chilometri). Il peso è appena sotto i 25 kg, ma con il carico verrà sicuramete superato, quindi nel caso di un eventuale futuro uso in Italia sarà necessario che gli operatori abbiano la licenza di pilota remoto, il classico attestato non basta. Ma non basterebbe comunque, visto che il drone viaggerà per almeno 15 km fuori dal raggio visuale dell’operatore (BLOS) cosa che paradossalmente in Italia si può fare, con a bordo un autopiloa Eurocae 12, ma negli USA ancora no.

I motori da ottocottero in pratica si accendono solo al momento del decollo e atterraggio, che avverrà nel giardinetto di casa o nel cortile (niente da fare, al momento, per le consegne in condomini senza almeno un giardinetto condominiale o una piazzola adeguata) e depone il pacco. Più grande è lo spazio a disposizione, più facile sarà la manovra; Amazon sostiene che il drone ha un sofisticato sistema per evitare collisioni, specie con i curiosi che verosimilmente accorreranno a godersi lo spettacolo a distanze incoscienti: speriamo sia vero, questo è una delle criticità maggiori del drone delivery. Va anche detto che le eliche sono molto ben protette dalla fusoliera del velivolo, di cui non è stata resa nota apertura e superficie alare.

Quella scelta da Amazon, atterraggio e sgancio del pacco è una procedura ben diversa da quella che Google ha sperimentato senza successo in Australia, dove il drone resta in hovering e il carico viene calato a terra tramite un verricello. Come sempre, più le cose sono semplici, meglio funzionano.

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