Amazon: così renderemo autonomi i nostri droni

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Amazon fa sul serio: dopo aver presentato in volo il prototipo del drone per le consegne, adesso pensa seriamente a come fare per renderlo abbastanza intelligente da evitare gli ostacoli e fare le sue missioni senza sbattere contro edifici, e peggio ancora persone, veicoli e altri droni. Insomma il famoso “Sense and avoid”, dogma dell’aviazione, senza il quale il volo autonomo è destinato a rimanere un sogno.

Poco si sa di questo lavoro incessante e sottotraccia, ma ogni tanto Amazon deposita qualche brevetto che ci mostra a cosa lavorano i suoi laboratori segreti. L’ultimo, depositato l’ottobre scorso, ma di cui si è avuta notizia solo ora, disegna una interessante soluzione basata tra l’altro su ponti radio da collocare nei punti strategici (torri, pali, piazzali d’atterraggio, magazzini intermedi e centrali) che si integrano con i sensori di bordo – ottici, laser e sonar – per permettere ai droni postini di volare in sicurezza senza perdersi e senza sbattere contro ostacoli.

il Sense and Avoid è una tecnologia chiave, Amazon stessa ha detto che non potrà lanciare il suo servizio Prime Air finché non avrà dimostrato che il drone può davvero reagire all’ambiente e tracciare rotte in sicurezza, negoziando anche autonomamente le precedenze con altri droni. Alcune soluzioni ipotizzate nel brevetto sono davvero strane, una di queste prevede che il raggio laser usato per determinare le distanze da altri oggetti volanti (uccelli, magari, o altri droni) sia deflesso da una delle eliche del drone, in modo da coprire ad altissima velocità e risoluzione un raggio di 360 gradi dal drone stesso. Altre sono più comuni, per esempio il dotare di boe radio gli spiazzi d’atterraggio nei luoghi dove il GPS non arriva, per esempio all’interno dei magazzini di stoccaggio. Altre soluzioni interessanti prevedono di mettere in rete tutti i droni postini, in modo che possano scambiarsi informazioni in tempo reale su quanto rilevano durante il volo. Ma anche trasmettere altro genere di contenuti, per esempio far arrivare un ebook, una app o un film sull’ereader o sl tablet di chi l’ha comperato.

Insieme al volo autonomo e ai brevetti, la diplomazia di Amazon è impegnata a risolvere tante questioni normative; di recente, ci sono stati contatti con la NASA per prevedere dei corridoi aerei dedicati ai voli di trasferimento dei droni ad alta velocità, delle specie di autostrade aeree a quote comprese tra 70 e 150 metri circa. Una mossa che secondo Amazon mirerebbe a semplificare lo spazio aereo, e non a renderlo ancora più complicato.

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