Droni negli aeroporti: alleati, non nemici della sicurezza aerea

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La FAA, l’ENAC americana, da anni ci spaventa con la possibilità che un drone possa danneggiare un aereo di linea, cosa che non è mai successa nella realtà, e anche se succedesse molti piloti sono scettici sul fatto che l’evento possa portare a danni catastrofici, dal momento che gli aerei sono costruiti per resistere agli urti con gli uccelli, che spesso sono più pesanti dei droni (un oca canadese pesa 10 chili, un drone di solito meno di due).

Invece gli aerei sono molto soggetti a incidenti quando sbattono contro qualcosa a terra, sulla pista di decollo: fa sorridere il fatto che anche qui incidenti con i droni non ce ne sono mai stati, mentre gli aerei hanno sbattuto contro qualunque tipo di detrito, comprese duecento tartarughe negli ultimi dieci anni. Insomma è più facile che un jet trovi una tartaruga sulla sua strada che non un drone per aria.

concorde

Con il drone Lufthansa questo forse non sarebbe successo

L’urto contro i detriti non va sottovalutato, probabilmente proprio l’aver travolto detriti persi da un aereo in decollo ha causato lo scoppio degli pneumatici che ha innescato l’incendio dei motori e la perdita del Concorde Air France nel luglio del 2000, che ha causato 113 morti e la fine della carriera del supersonico anglo-francese.

I droni, invece che nemici degli aerei, possono diventare preziosi alleati pattugliando le piste per assicurare i piloti del fatto che non incontreranno pericolosi ostacoli quando si lanciano a oltre trecento all’ora per il decollo. Ne è convinta Lufthansa, che proprio nel suo hub principale, l’aeroporto di Francoforte, uno dei più grandi d’Europa e del mondo, sperimenta droni di pattuglia anti-detrito. Insieme con DFS, l’ENAC tedesca, Lufthansa Aerial Services (la società che opera l’aeroporto di Francoforte) sta conducendo dei test per dimostrare l’efficacia dei droni in questo prezioso servizio di ricognizione, inizialmente in una pista chiusa al traffico per evidenti ragioni di sicurezza, ma l’idea è quella di usare in futuro i droni tra un volo e l’altro per avere la certezza che la pista sia sgombra. La prima missione, della durata di due ore, ha dato risultati interessanti, incoraggiando il prosieguo dei test. Oltre alla verifica delle piste, secondo Lufthansa i droni potranno incaricarsi anche di prendere misure (per esempio la distanza tra aerei in rullaggio) e la sicurezza perimetrale dell’aeroporto, segnalando eventuali intrusioni, e anche verificare lo stato delle infrastrutture aeroportuali, segnalare accumuli di neve, acqua sulle piste. In altre parole, un occhio volante che verifica che tutto sia a posto nel perimetro dell’aeroporto.

 

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