A sorpresa, ENAC cambia il regolamento: penalizzati i droni da tre etti, carcere per gli abusivi, si vola a vista solo di giorno

0

Sconcerto, preoccupazione e rabbia tra la comunità dei SAPR: senza preavviso, senza dirlo a nessuno, nemmeno alle associazioni di categoria, senza confrontarsi con gli utenti e senza pubblicità, l’antivigilia di Natale l’Authority aeronautica mette mano al suo regolamento, nonostante siano passati solo pochi mesi dalla pubblicazione.

300 grammi a rischio
X300BParticolarmente colpiti dalle nuove regole i SAPR inoffensivi sotto i 300 grammi, che ora dovranno avere un paraelica: sembra una sciocchezza, ma in realtà per questi mezzi dove ogni grammo è importante è una vera mazzata. I più arrabbiati di tutti sono gli acquirenti dei primissimi micro SAPR derivati dai BeBop Parrot di serie alleggeriti: pesano 298 grammi, limare il necessario per montare i paraeliche non sembra un’impresa da poco. E dire che i BeBop hanno le eliche più sicure tra tutti i droni in commercio, visto che automaticamente si fermano se urtano qualcosa. Sarebbe bastato prevedere questa fattispecie (eliche autobloccanti) per salvare gli investimenti dei coraggiosi pionieri che, contando di trovarsi di fronte a un regolamento stabile,  hanno investito e creduto nei piccoli droni da città. Invece niente, una riga in più nel testo ed ecco che bisogna correre ai ripari.

A vista si vola solo di giorno
9334289942_35f60d6b22_z1La nuova stesura dell’articolo recita Le operazioni in VLOS sono consentite, di giorno, fino ad un’altezza massima di 150 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 500 m, e devono essere condotte in modo sicuro e senza arrecare danni a terzi. Distanze e altezze superiori possono essere valutate e, se del caso, autorizzate dall’ENAC a seguito della presentazione di adeguata valutazione del rischio da parte dell’operatore SAPR.
il “di giorno” è una novità, quindi il volo a vista si può fare solo nelle ore di luce, mentre la limitazione in BVLOS non c’è.

Nuove regole per l’accesso ai CTR e aeroporti
airport-08Le CTR, control zone, sono spazi aerei controllati in corrispondenza di uno o più aeroporti. Con la nuova stesura dell‘articolo 24, Operazioni in Vlos, si chiarisce che Le operazioni dei SAPR all’interno dei CTR sono consentite esclusivamente ai sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo minore di 25 kg, fino ad un’altezza massima di 70 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 200 m. Nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo e atterraggio oltre i limiti dell’ATZ e fino a 15 km dall’aeroporto, il limite di altezza è fissato a 30 m AGL.
In pratica rispetto a prima nei CTR si vola più bassi (70 metri contro 150) e ci si può allontanare meno (200 metri contro 500): in pratica il buon vecchio spazio aereo V70, sparito come concetto nel regolamento di luglio, rientra dalla finestra in quello di Dicembre. La nuova stesura, al comma 6, recita che Nel caso sia necessario condurre operazioni in condizioni che non possano soddisfare i criteri di cui ai precedenti commi 4a), 4b) e 5, le operazioni sono condotte secondo le procedure pubblicate dall’ENAC. Nel caso sia necessario operare negli spazi aerei di cui al precedente comma 4c (cioè zone proibite e zone regolamentate attive riportate in AIP), le operazioni sono soggette a specifica autorizzazione, secondo le procedure pubblicate dall’ENAC.
Gli aeromodellisti invece sono esclusi dalle CTR, nella nuova stesura dell’articolo 35, cosa che diminuisce drammaticamente gli spazi aerei per gli hobbysti, e ci chiediamo come fa chi acquista un drone in un centro commerciale a sapere dove sono le CTR (QUI la mappa delle no fly zone in Italia)

Un’ora di tempo se succede un pasticcio con un drone grosso
Schermata-2015-12-23-alle-07.43.16Cambia profondamente l’articolo 29, quello che riguarda la comunicazione degli incidenti. Nella vecchia formulazione operatore, pilota, organizzazione e il costruttore, in caso di incidente grave, avevano 72 ore di tempo per avvisare l’ENAC dell’accaduto. Adesso la formulazione è ben più complessa, ma solo per i dron oltre 25 chili: in questo caso, L’operatore, il costruttore, l’organizzazione di progetto, il pilota di SAPR di massa operativa al decollo uguale o maggiore a 25 kg, secondo le rispettive responsabilità, sono tenuti a comunicare all’ENAC in accordo al regolamento (UE) n. 376/2014, gli eventi di cui all’allegato V del regolamento (UE) n. 2015/1018, secondo le procedure stabilite dall’Ente. In accordo al regolamento (UE) n. 996/2010, nel caso di incidente o inconveniente grave, vige l’obbligo di informare entro 60 minuti l’ANSV con le modalità da essa previste.
Nulla cambia invece per gli incidenti, anche gravissimi, che coinvolgono droni sotto i 25 chili.

Mano pesante e anche galera contro abusivi e violazioni alla sicurezza
Nella vecchia formulazione dell’articolo 30, quello sulle sanzioni, abusivi e violazioni di sicurezza erano puniti con l’applicazione dell’articolo 1174 del Codice della navigazione, che prevede (se il fatto non costituisce reato penale) sanzioni amministrative che vanno da 51 a 6.197 euro, a seconda della gravità.
Con la nuova formulazione, entrano in gioco le sanzioni degli articoli 1216, che punisce chi vola con un SAPR privo di documenti con l’arresto fino a un anno o oltre mille euro di ammenda, l’articolo 1228, arresto fino a sei mesi e 516 euro di ammenda a chi vola in città, l’articolo 1231, arresto fino a tre mesi o 206 euro di ammenda per chi viola le norme di sicurezza. Certo, il carcere è una eventualità remotissima, ma le ammende restano e sono salate. Attenzione, dettaglio molto importante: gli articoli del Codice della Navigazione  citati dalla revisione del Regolamento ENAC non parlano più di sanzioni amministrative (quelle per capirci che ci possono contestare anche i vigili o i controllori del tram) ma delle ben più gravi ammende, che sono disposte dal giudice e insieme all’arresto puniscono non gli illeciti amministrativi (che non sono reati) ma le contravvenzioni, che al contrario sono reati penali, sia pure di minore entità rispetto ai delitti. Spalancando quindi, almeno in teoria, le porte del carcere per i casi più gravi, e “sporcando” la fedina penale.

BVLOS anche in spazi aerei non segregati
3dd65fe6024a0fcaaf987640389619bdNovità importanti per il volo fuori vista, che non richiede più necessariamente il volo in aree segregate: la nuova formulazione dell’articolo 26 recita Le operazioni in BVLOS possono richiedere l’uso di spazi aerei segregati (temporanei o permanenti), fermo restando le limitazioni e le condizioni di utilizzo individuate dall’ENAC, sulla base della tipologia delle operazioni e delle risultanze della valutazione del rischio effettuata dall’operatore SAPR.

Modifiche (apparentemente) di poco conto
Vediamo tutte le modifiche, in ordine di apparizione. Alcune sembrano interessanti, ma è difficile al momento dire cosa si nasconda dietro i tratti di penna (o di gomma per cancellare). All’Art.2, Applicabilità, spariscono i sistemi autonomi dall’elenco degli aeromobili non regolamentati: a nostro avviso, è segno che ENAC si appresta a recepire le norme europee EASA (attese per il 2018 o giù di lì) in cui anche i sistemi autonomi entrano nello spazio aereo regolamentato. Altre modifiche sembrano più che altro linguistiche, come BLOS che sparisce in favore di BVLOS (Beyond visual line of sights, volo otre l’orizzonte); se c’è un motivo recondito dietro questo cambiamento non riusciamo a immaginarlo, anche perché nulla cambia all’articolo 26, Operazioni in BLOS, a parte il nome che diventa appunto BVLOS. Altre correzioni di pochissimo conto sono comunque utili (all’art 9, Operazioni non critiche, e al 23, Centri di addestramento APR viene specificato qual è l’indirizzo Web dove inviare rispettivamente le dichiarazioni e gli attestati dei piloti. Grazie, non che fosse difficile scoprire che il sito dellì’Enac è www.enac.gov.it, ma vabbé.

all’articolo 11, Autorizzazione e dichiarazione, nella nuova stesura si legge che i dati della targhetta identificativa del SAPR, la descrizione e la configurazione del sistema da impiegare, nonché le caratteristiche e le prestazioni tali da garantirne un impiego sicuro ovvero la dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore, nel caso di SAPR in possesso di Certificazione di Progetto mentre in quella vecchia si parlava di Certificazione di Tipo: ci pare di capire che ENAC ammette quello che tutti avevano capito da un pezzo, e cioè che la certificazione di tipo ce la sognamo, dovremo farci bastare quella di progetto. Visto che droni con certificazione di tipo non se ne son visti mai, cambia davvero poco, vorrà dire che non li vedremo nemmeno in futuro, ce ne faremo una ragione.

Misterioso il motivo della modifica all’articolo 14, Registrazione e identificazione dei SAPR oltre i 25 kg; da Gli APR con massa al decollo uguale o maggiore di 25 kg, che effettuano attività all’interno dello spazio aereo italiano si passa a Gli APR con massa operativa al decollo uguale o maggiore di 25 kg, che effettuano attività all’interno dello spazio aereo italiano. Che significhi quell’Operativa aggiunta non lo capiamo proprio, ma il fatto che non lo capiamo noi non significa che non abbia un senso.

Modifiche di poco conto riguardano l’articolo 27 comma 5, quello che dice che alle operazioni SAPR non sono forniti i servizi di traffico aereo e non è richiesto l’uso del transponder all’interno dello spazio aereo nazionale, che si arricchisce di riferimenti normativi sicuramente preziosi per i giuristi ma poco significativi per i comuni mortali. Sparisce anche il comma 4 dello stesso articolo 27, quello che diceva che le operazioni SAPR in VLOS e EVLOS possono essere condotte all’interno delle aree regolamentate, a seguito di specifica richiesta all’ENAC per l’eventuale autorizzazione, norme grosso modo assorbite dalla riformulazione Comma 6 dell’Articolo 24; in questo caso è una semplice razionalizzazione dei contenuti, un intervento più redazionale che sostanziale.

Aeromodelli, sparisce il limite dei 150 metri d’altezza?
esterne201201512002120246_bigCuriosamente, l’articolo 35 non dà più nessuna indicazione sull’altezza massima a cui possono volare gli aeromodelli; c’è solo scritto che per superare il limite generale di 70 metri è obbligatorio l’attestato di aeromodellista (rarissimo documento rilasciato dall’AeCI).
Via anche le limitazioni per i razzimodellisti, che in caso di lancio di modelli senza radiocomando non devono più richiedere la riserva di spazio aereo. Un’ottima notizia per gli appassionati, che di fatto erano stati messi a terra e ora possono tornare in orbita. Con la fantasia, sia chiaro.

21614 visite


Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: