Dopo 22 anni in prima linea va in pensione l’Hunter, drone militare col motore della Moto Guzzi

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I droni hanno più storia di quanto si pensi. Oltre agli esperimenti della seconda guerra mondiale, dove i droni servivano per addestrare i cannonieri delle portaerei a difendersi dai disperati assalti dei kamikaze, droni militari in senso moderno erano già comuni negli anni ’90.

L’icona di quel periodo pionieristico è certamente l’Hunter (cacciatore) MQ5, progettato dall’israeliana Israel Aircraft Industries e gestito negli USA da Northrop Grumman, oggi più nota per il Predator.

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Si tratta di un grosso aeromodellone bimotore, uno davanti, uno didietro. E si tratta di motori italianissimi, della Moto Guzzi, bicilindrici a quattro tempi, che facevano volare un aereo senza pilota da 9 metri di apertura alare per 725 chili di peso, con un raggio d’azione di tutto rispetto, circa 120 chilometri, che potevano essere raddoppiati usandone due, di cui uno faceva da ponte radio all’altro. Troppo datato per essere ulteriormente sviluppato, il programma è terminato nel 1996, ma il rustico drone ha combattuto molto più a lungo, partecipando a diversi conflitti a fuoco nel 1999 in Kosovo, ed è stato il primo drone a operare in Iraq, nel 2003, ben prima del suo successore Predator.

mq-5b-hunterCapace di volare per 18 ore filate a 5 mila metri d’altezza e portare bombe teleguidate,  l’Hunter di recente è stato la centro di un giallo internazionale, quando le milizie filo-russe hanno rivendicato di averne abbattuto uno durante i disordini in Crimea, nel 2014. Circostanza seccamente smentita dal Pentagono. Negazione che pare di circostanza, anche se fosse vero di certo l’amministrazione Obama non arebbe potuto ammettere di aver fatto volare sui territori contesi tra Federazione Russa e Ucraina un drone capace di bombardare.

Oggi ufficialmente, dopo 22 anni di naja, il cacciatore si congeda va in pensione. Ma fino a un certo punto, visto che gli esemplari ancora in efficienza, una manciata scarsa, sono stati ceduti a dei contractors privati (eufemismo per “mercenari”). Quindi non giureremmo che non lo vedremo ancora volare da qualche parte, nelle aree calde del globo, con l’inconfondibile rombo dei suoi motori da motocicletta nati sul lago di Como.

Hunter systems check

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