Un gruppo di appassionati raccoglie fondi per una causa contro la FAA

0

Il recente giro di vita compiuto negli States ad opera della Federal Aviation Administration ha fatto saltare la mosca al naso alla associazione DC Aerea Drone User Group, che ha deciso di raccogliere fondi per promuovere una causa contro l’autorithy aeronautica.

Apparentemente per questioni di sicurezza, la FAA ha deciso di estendere l’area di NoFlyZone, ovvero limitazione di volo agli aeromodelli e droni, nei pressi dell’aeroporto Regan di Washington DC a 30 miglia, costringendo di fatto oltre 36 campi di volo aeromodellistici ad abbassare la saracinesca dei loro hangar.
Non l’ha presa molto bene un certo John A. Taylor, avvocato, costruttore di droni e iscritto al gruppo DC Aerea, che ha pensato bene di intentare una causa civile contro la FAA.
Le motivazioni sono basate sul principio che la Federal Aviation Administration non avrebbe diritto di legiferare sugli aeromodelli in base alla mancata osservanza di alcuni requisiti sulle procedure normative e alla violazione della sezione 336 del Reform Act del 2012.

Se le supposizioni sono vere, questo metterebbe a serio repentaglio tutto il castello di carte e normative messo in piedi in fretta e furia della stessa autorithy americana per tamponare la proliferazione di voli di droni nei cieli americani. Nel frattempo il sito online della FAA che raccoglie le registrazione dei droni, resa obbligatoria da metà dicembre circa, ha già totalizzato oltre 180.000 anagrafiche dei possessori di velivoli a pilotaggio remoto superiori ai 250gr, soglia minima per l’esenzione dalla comunicazione dei propri dati.

Per questa azione legale dall’esito molto incerto, saranno necessari molti fondi e il DC Aerea Drone User Group, chiede aiuto, promuovendo una campagna di raccolta fondi, per ottenere un target se vogliamo abbastanza modesto di 5000 dollari. Ad oggi sono al 25% e non dubitiamo sul fatto che possano raccogliere il necessario per costituire una class action, dato che gli associati alla community sono circa 2.500 tra tecnici, ingegneri, scienziati, imprenditori o semplici appassionati.

E se una azione del genere fosse fatta in Italia cosa succederebbe? Ci sarebbero i presupposti legali e sopratutto, si potrebbe raggiungere una massa critica tale da poter essere presa in seria considerazione?

 

639 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: