Il punto di vista degli assicuratori sui droni

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Di Francesco Paolo Ballirano
Avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

Nell’ultimo anno in Europa i maggiori gruppi assicurativi hanno affrontato studi in relazione al rischio di operazioni condotte a mezzo SAPR. È evidente infatti che per le società di assicurazioni l’analisi dei rischi collegati alle operazioni con droni è di fondamentale importanza per fornire prodotti assicurativi più adeguati alle operazioni specializzate.
Gli argomenti trattati, che di seguito verranno esposti, rappresentano più che altro “le criticità” segnalate dai vari report. Tra i tanti fattori di rischio, a dire degli assicuratori, meritano particolare attenzione il quadro normativo ad oggi ancora eterogeneo, uno scarso rispetto delle regole e la poca capacità da parte delle autorità di farle rispettare e la poca sensibilizzazione di operatori e piloti.

Il quadro normativo ed il rispetto delle regole

Nonostante siano state gettate le basi per una regolamentazione comune sui droni almeno in ambito europeo, ad oggi il quadro normativo è piuttosto eterogeneo. È necessaria pertanto una corposa ed unitaria struttura normativa che determini regole comuni per le operazioni condotte con droni. Il vero problema tuttavia è la capacità da parte delle autorità di garantire il rispetto delle regole. È interessante notare come le società di assicurazione siano piuttosto scettiche sull’inasprimento delle sanzioni. È infatti inutile porre in essere misure sanzionatorie stringenti se non c’è un controllo adeguato sugli operatori. Una valida soluzione potrebbe essere quella di implementare le tecnologie di tracciabilità e di monitoraggio dei droni, al fine di fornire maggiori evidenze su eventuali trasgressioni. Altra soluzione potrebbe essere quella relativa alla tecnologia “geo –fencing” che potrebbe ridurre il rischio di sorvolo dei droni in aree ad essi vietate. Secondo il punto di vista degli assicuratori infatti il pieno rispetto delle regole potrebbe ridurre significativamente il rischi di incidenti e danni a terzi.

La sicurezza: formazione dei piloti ed il fattore umano

Con l’evoluzione tecnologica, la competenza dell’operatore è probabilmente il maggiore fattore per determinare il livello di sicurezza. La formazione dei piloti, il rilascio delle autorizzazioni e delle licenze sono ormai regolati e sono essenziali ai fini dell’assicurazione per le operazioni commerciali dei droni. Il “fattore umano” tuttavia rimane la causa principale dei danni a terzi e cose. In particolare, quello che rileva è il cosiddetto “azzardo morale”, ossia, sinteticamente, il rischio che l’evento lesivo possa essere in parte determinato dall’assicurato. A ciò è da aggiungersi come gli operatori a terra potrebbero prendere effettuare valutazioni diverse in relazione ai rischi che si verificano in aria. L’obiettivo sarebbe quello di creare le categorie di rischio tipiche delle assicurazioni per le auto. Il costo dell’assicurazione dovrebbe infatti essere modulato in relazione alle credenziali dei piloti e degli operatori. L’integrazione dei droni nello spazio aereo probabilmente richiederà anche ulteriori miglioramenti nella tecnologia “sense and avoid”, al fine evitare eventuali collisioni con gli altri aeromobili.

La responsabilità civile verso terzi

L’utilizzo sempre più crescente dei droni porterà irrimediabilmente ad incrementare i rischi di eventuali incidenti. Caso limite potrebbe essere quello di un’eventuale collisione di un drone con un aereo di linea. L’entità dei danni e delle poste risarcitorie avanzate da terzi potrebbero sono un importante fattore di valutazione di rischio per gli assicuratori, e sono suscettibili di variare in proporzione alla scala danni. Uno studio portato avanti dalla Commissione europea ha constatato che eventuali incidenti o danni derivanti dall’uso di droni potrebbero generare richieste di risarcimento che richiedono procedimenti giudiziari lunghi e complessi. L’art. 32 del Regolamento ENAC, che rende obbligatoria l’assicurazione per i SAPR, dispone che la stessa non deve essere inferiore ai massimali minimi di cui alla tabella riportata nell’art. 7 del Regolamento (CE) n. 785/2004. Tale tabella impone requisiti minimi assicurativi collegati alla massa massima al decollo di qualsiasi aeromobile, compresi droni. Data la relativamente piccola dimensione dei droni, la copertura assicurativa minima è in genere quella della fascia più bassa, relativa ai droni con peso massimo al decollo inferiore ai 500kg, pari a poco meno di un milione di Euro. Questo può essere considerato un limite molto basso, date la considerazioni di cui sopra e molti operatori scelgono (non a torto) coperture assicurative più elevate.

Conclusioni: Flessibilità ed armonizzazione

È evidente che le società di assicurazioni cercano delle risposte su alcuni punti interrogativi che sono tutt’ora irrisolti. Il grado di coordinamento tra le autorità di regolamentazione e gli assicuratori, e l’armonizzazione tra le normative di ciascun paese potrebbero avere un influsso molto significativo sullo sviluppo del mercato delle assicurazioni sui droni. I vantaggi di un’eventuale armonizzazione non dovrebbero, tuttavia, essere interpretati in maniera rigida: la diversità delle attività intraprese da droni significa che i permessi e la competenze richieste devono essere adattate in funzione del livello di rischio connesso a classi diverse di funzionamento.

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