Droni per contribuire al rilevamento qualità dell’aria

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Smog inquinamento e polveri sottili, la battaglia quotidiana dell’uomo cittadino che combatte con la tecnologia ciò che la stessa tecnologia ha prodotto. Possono i droni coadiuvare l’essere umano in questa battaglia apparentemente senza vinti e vincitori?

La mancanza di pioggia i venti poco presenti, sono tutti fattori ambientali che obbligano gli abitanti delle grosse città italiane, e quasi tutte le metropoli del mondo, a cercare di contenere l’emissione di gas inquinanti, usando meno le automobili e abbassando di qualche grado la temperatura degli impianti di riscaldamento. Tuttavia alcuni scienziati sostengono che per quanto riguarda l’innalzamento della temperatura terrestre il contributo, in senso negativo dell’uomo conti ben poco, antonio-zichichi-sicienziatoQuesta perlomeno è l’opinione di Antonio Zichichi che alla veneranda età di 85 anni, afferma in intervista pubblicata su Il Mattino.
«Proibiamo di immettere veleni nell’aria con leggi draconiane” ma ricordiamoci che “l’effetto serra è un altro paio di maniche, e noi umani c’entriamo poco. Sfido i climatologi a dimostrarmi che tra cento anni la Terrà sarà surriscaldata. La storia del climate change è un’opinione, un modello matematico che pretende di dimostrare l’indimostrabile».

 

Di opinione diversa i fautori del progetto QUADRANTE il cui acronimo sta per: Quality of Urban Air with Data Realtime Analysis for the moNitoring of Trend of Emissions.
Si tratta di un progetto appena concluso che anche grazie all’apporto dei droni, ha messo a punto un insieme di strumenti altamente innovativi per fornire indicazioni sulla qualità dell’aria.

Nella foto il drone Salt & Lemon equipaggiato con termocamera e sensore meteo/gas per la misura del livello di Biossido di azoto

Nella foto il drone Salt & Lemon equipaggiato con termocamera e sensore meteo/gas per la misura del livello di Biossido di azoto

Il contributo di Salt & Lemon, una azienda piemontese con sede a Ivrea,  è stato quello di progettare e costruire un APR specializzato, equipaggiato con termocamera e sensori meteo/gasper per la misura del livello di NO2 (Biossido di azoto) ed eseguire i rilievi necessari all’acquisizione dei dati.
I dati registrati dai sensori montati sul drone sono stati integrati con dati provenienti da strutture già presenti sul territorio (es: centraline ARPA), nonché dati già disponibili ed utilizzati per altre finalità, quali dati di traffico, consumi energetici degli edifici, dati meteo, dati catastali e anagrafici.

Tutte le informazioni sono stati riversate in modelli matematici per effettuare analisi previsionali. Gli stessi dati sono stati successivamente elaborati e resi fruibili su a “smart data platform”. La validazione del sistema si è avvalsa del Living Lab del Comune di Ivrea.
Tutto questo sarebbe stato impossibile senza il coinvolgimento di altri parner del progetto provenienti dall’ambiente accademico, quali il Politecnico di Torino, il  CSP e  altre PMI specializzate del territorio, tra le quali anche Salt & Lemon.

 

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