Tokyo vuole delle zone speciali riservate ai droni

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Il governo della Municipalità di Tokyo ha intenzione di sfruttare il sistema nazionale strategico di zone speciali per costituire, in alcune aree montane e isole, delle zone speciali riservate ai test con i droni. Questi test includeranno attività come scacciare dai terreni agricoli gli animali nocivi ed inviare generi di soccorso agli abitanti dei piccoli e remoti insediamenti che potrebbero restare completamente isolati in caso di disastri naturali.

La riuscita della proposta è per ora in mano al Ministero delle Comunicazioni e degli Affari Interni, che si occupa di porre restrizioni sulle frequenze e sulla potenza alla quale i droni possono operare. Attualmente i droni possono usare, per il controllo e per la trasmissione di immagini e altri dati, le stesse bande di frequenza delle reti locali wireless. I limiti imposti alla potenza delle onde radio dei droni servono ad evitare interferenze con altri sistemi di trasmissione, ma dal punto di vista pratico impediscono ai piloti operazioni oltre i 3 chilometri di distanza e trasmissione di immagini oltre i 300 metri.

Stabilendo delle zone speciali riservate ai droni, invece, questi limiti potrebbero essere abbondantemente superati, permettendo la trasmissione di immagini a maggiore risoluzione e da distanze nettamente maggiori. Le amministrazioni delle città di Okutama, Hinohara, Aogashima e Ogasawara hanno già manifestato interesse nei confronti del progetto. A Hinohara, città circondata dalle montagne, dove le scimmie si cibano dei raccolti e li danneggiano, potrebbero essere utilizzati dei droni in grado di allontanarle con dei segnali acustici, mentre nella regione di Okutama, dove molti villaggi sono rimasti completamente isolati durante le forti nevicate cadute a febbraio di due anni fa, i droni sarebbero perfetti per valutare i danni ed inviare cibo e farmaci. Non solo, perché la città di Ogasawara si servirebbe dei droni anche per monitorare le limitrofe isole, nominate Patrimonio Naturale Mondiale in virtù dei rarissimi esemplari di flora e fauna selvatica che ospitano.

I test dovrebbero cominciare entro l’inizio del prossimo anno fiscale giapponese (aprile 2016).

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