Il drone subacqueo di Oakland sbanca l’Emiro

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E’ stato il Loon Copter dell’Università di Oakland il drone vincitore del Drones for Good, concorso internazionale svoltosi la scorsa settimana negli Emirati Arabi e che assegnava un premio in denaro di un milione di dollari.

A convincere la giuria, chiamata a decretare il miglior progetto tra più di 1000 team provenienti da 165 Paesi, è stata la duttilità di questo quadricottero, che è in grado, oltre che di volare, anche di operare sott’acqua, moltiplicando così le possibili applicazioni del mezzo.

“Sì, la carta vincente è stata quella di ampliare il campo d’azione dei droni”, ha ammesso Osamah Rawashdeh, uno dei responsabili del prototipo insieme ad Asem Albataineh, Ahmad Kafrouny e Hamzeh AlzuBi. “Molti progetti mostravano aggiornamenti sui software e le app, noi abbiamo puntato forte su un nuovo paradigma”.

Un paradigma che dovrà essere sviluppato anche grazie al premio in denaro vinto negli Emirati: a distanza di un anno e mezzo dall’idea, il Loon Copter è ancora un prototipo.
Ma già si conoscono i profili delle missioni per cui questo drone potrebbe essere perfetto: da quelle di sicurezza (ispezioni di infrastrutture e ricerca di persone) a quelle ambientali (monitoraggio di disastri naturali come fuoriuscite di petrolio), passando per le riprese televisive (pensiamo ai documentari sulla fauna marina) e la possibilità di respingere squali o balene che si avvicinano troppo alla riva.

Secondo i promotori, il drone potrebbe essere pronto alla sfida del mercato nei primi mesi del 2017, visto che al momento il Loon Copter non può avventurarsi oltre i 100 metri di profondità e la stessa autonomia non è granché.

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