ArduPilot si separa da 3DRobotics e diventa NoProfit

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Grosse novità in casa degli smanettoni che producono il software che permette a molti droni amatoriali e professionali di volare sui cieli di tutto il mondo. Il team di sviluppo di ArduPliot una delle piattaforme hardware e software più diffuse sul pianeta, ha preso l’importante decisione di staccare il cordone ombelicale da 3DRobotics e di diventare una associazione NoProfit.

Una scelta non facile quella presa dal gruppo di sviluppo del software Open Source ArduPilot che ha realizzato i firmware per ArduCopter, ArduPlane, ArduRover, coprendo quindi la totalità dei mezzi pilotati in remoto, siano essi terresti, aerei o marini. Ne parla Andrew Tridgell in un post su DYIDrones una comunità internazionale online che raccoglie centinala di migliaia di iscritti e appassionati, provenienti dal mondo accademico, dall’industria o semplici hobbysti.

Una scelta difficile, ma obbligatoria

Tridgell espone nel suo intervento come sia necessario per il bene del progetto del auto pilota ArduPilot, rimanere indipendente e staccarsi da 3DRobotics che nel corso degli ultimi anni ha finanziato le ricerche e gli investimenti fatti dal team di sviluppo.
La scelta probabilmente un po’ forzata deriva dal fatto che la stessa azienda capitanata da Chris Anderson ha spostato il focus dei propri obiettivi strategici. 3DRobotics non è più quindi l’unica sostenitrice del progetto, ma diventa uno degli oltre 130 partner che sostengono finanziariamente gli sforzi dei programmatori senza contare l’appoggio di DroneCode.

“L’organizzazione no-profit sovrintenderà alla gestione della documentazione, l’auto-costruzione e piattaforma di test e contribuirà a stabilire le priorità per lo sviluppo futuro” – scrive Andrew Tridgell –  “Stiamo lavorando con 3DR ora di organizzare il trasferimento del dominio ardupilot.com ai conduttori del team di sviluppo, e trasferiremo alla associazione NoProfit una volta che sia passato di mano. Il team di sviluppo ha sempre avuto l’amministrazione di quel sito, quindi in realtà questa è per lo più una formalità, ma stiamo anche pensando di una rielaborazione della documentazione per creare una migliore esperienza per la comunità e per renderla più facile da mantenere.”

applicazioni per ArduPilot

Tutte le applicazioni supportate dal software ArduPilot

Continuando nella lettura ci si accorge di come Tridgwell non escluda collaborazioni con l’ambiente professionale e anzi ammette che molti programmatori del team sono alle dipendenze di altre aziende commerciali e che anzi questo scambio di conoscenze non possa che produrre beneficio sia per la parte a scopo di lucro sia per quella NoProfit.
Sentiamo cosa ne pensa Marco Robustini, da tempo immemore lead tester del sistema ArduPilot, programmatore e  capo indiscusso della comunità italiana European Drone Expert relativamente a questo “fork” come si dice in gergo tecnico, ovvero divisione in più branche, cosa purtroppo tristemente nota nell’ambiente dell’Open Source.

Una leggera amarezza, ma tanta determinazione

marco robustini lead tester di ardupilot

Marco Robustini

“E’ stata una scelta forzata, dopo che 3DR ha deciso di non sovvenzionare più i lead developer del progetto “APM”, e pur conoscendo bene la situazione al momento non posso fornire ulteriori dettagli.” – asserisce leggermente amareggiato Marco Robustini.
“Il nostro software ha raggiunto una stabilità incredibile negli ultimi anni, ormai è leader indiscusso nelle applicazioni che implicano missioni complesse, quali la fotogrammetria e l’ispezione, specialmente nel settore  “Plane” (ovvero per droni unmanned ad ala fissa), poiché non ha competitor in grado d’offrire un prodotto così stabile e performante “a costo zero“.
Alla domanda se ritiene che ci sia un futuro possibilmente stabile per questo grande progetto, Robustini risponde con – “Credo che in questi ultimi anni siamo stati capaci di scrivere la storia dei “droni per tutti”, ed abbiamo seria intenzione di continuare per questa strada, con o senza le sponsorizzazioni di 3DR.”

Il parallelismo con altri noti progetti Open Source

storia-di-openoffice

Per fare un parallelismo con un altro prodotto Open in ambito informatico, si pensi ad esempio a quanti padri putativi possa aver avuto nel corso dei decenni il noto software OpenOffice. La sua storia inizio negli anni ’80 con il nome di StarOffice, nel 1999 fu acquistato da Sun Microsistem che lo volle usare per i propri dipendenti, ecco che nel 2000 la comunità reagì creando una fondazione No Profit  e cambiando il nome in OpenOffice, sempre sostenuta da Sun che però nel 2010 venne acquisita da Oracle. Da qui negli anni successivi un ulteriore fork diventando anche LibreOffice, mentre OpenOffice veniva sponsorizzata questa volta da Apache.
Come si vede la strada dei progetti Open Source non è sempre lastricata di facili percorsi, ma è il risultato finale è quello che conta e ci auguriamo che ArduPilot,una pietra miliare nel campo firmware per centraline di volo e terresti con auto pilota, anche cambiando nome o team di sviluppo, possa continuare per molti anni.

fonte e foto DIYdrones

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