Il Senato USA incarica la NASA di tenere i droni lontani dagli aerei

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Lo avevamo scritto solo due giorni fa riferendoci all’allarme lanciato dal Miami International Airport: i droni per gli scali statunitensi sono diventati una sorta di incubo, alimentato da troppi piloti che ignorano le regole della FAA. E oggi la patata bollente è stata affrontata dalla commissione del Commercio del Senato degli Stati Uniti, che ha decretato una nuova strategia per tenere lontani i droni dagli aeroporti.
La misura, proposta dal democratico Bill Nelson, consiste in un programma pilota da imbastire con la NASA e la FAA per trovare tecnologie in grado di intercettare o spegnere i quadricotteri che si avvicinassero troppo agli scali e altre aree sensibili.
“Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che i droni diventino una minaccia per i nostri aerei di linea”, ha detto Nelson, che ha ricordato i dati del rapporto diramato dalla Federal Aviation Administration sulle 241 sfiorate collisioni tra velivoli e Uav.

LO STUDIO CHE SMONTA LA FAA – Mentre la commissione del Senato era alle prese con questa norma (che prevede anche una serie di norme per il rimborso dei passeggeri degli aerei di linea in caso di ritardi o smarrimento dei bagagli), la società di ricerca Mercatus Center ha pubblicato i risultati del suo studio, secondo cui la FAA avrebbe sopravvalutato il rischio droni. Gli analisti della George Washington University hanno stabilito che un incidente tra un UAV e un aeroplano potrebbe accadere una volta ogni 1,87 milioni di anni di volo dei droni.
“Il rischio per gli aerei americani non sono i droni, ma i circa 10 miliardi di volatili che affollano lo spazio aereo, di cui molti di grandi dimensioni”, sottolineano da Mercatus Center, ricordando che gli episodi di bird strike sono aumentati di sette volte negli ultimi 25 anni. Una fotografia simile era già stata scattata lo scorso agosto dal blog Jethead.

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