Droni, il fascino oscuro degli aeroporti

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Anche oggi una notizia di una mancata collisione tra un Airbus A380-800 della Lufthansa che ha quasi urtato un velivolo che volava a circa 200 piedi sotto l’aeromobile ad una quota di 5000 piedi, nei pressi di Los Angeles. Notizia ufficiale comparsa sul sito ABC7 subito riportata da tutte le testate internazionali.

Continua quindi il terrorismo mediatico che con cadenza quasi quotidiana, annuncia possibili mancate collisioni tra aeromobili di linea in fase di trasporto passeggeri e droni non ben identificati. Una volta si gridava “Attenti all’UFO” ora la parola d’ordine pare essere diventata “Attenti al drone”.
Ora che la presenza degli extraterresti è stata appurata e relegata nella famosa Area51, quando si parla di droni non si capisce si si tratti di aerei o di multirotori. Oltre al fatto che  con il termine generico drone, si comprendono per inciso e a giusta ragione anche i droni militari che non necessariamente devono essere di grandi dimensioni. Ricordiamo l’enorme miniaturizzazione raggiunta proprio dalle sedi di ricerca militare anche in quest’ambito.

Nella maggior parte di queste segnalazioni, si parla genericamente di drone e quindi potrebbe trattarsi di un velivolo a pilotaggio remoto militare, di un professionista intento a fare riprese ad alta quota ad un aereo di linea in fase di decollo o atterraggio, di un appassionato modellista che dotato di vista di falco  abbia colto in pieno una termica e volteggi nel cielo dipinto di blu oppure di un tanto denigrato pilota remoto che in FPV, pilotaggio in prima persona tramite immagini trasmesse a terra da telecamera montata sul modello si sia spinto un po’ troppo in alto.

Tutto è possibile naturalmente, troviamo solo strano che queste continue segnalazioni si stiano davvero consolidando e quasi raggruppando con una certa consistenza. In fin dei conti gli aeromodelli esistono da diverse decine di anni, gli appassionati di FPV Long Range, ovvero coloro che pilotano gli aeromodelli per decine di Km, magari vantandosi sui vari forum specialistici e documentando con tanto di filmati le loro “eroiche” imprese su Youtube sono presenti anche loro da almeno dal 2009.

Eppure solo negli ultimi due anni, le varie agenzie internazionali che si occupano della Sicurezza Aerea come la nostrana ANSV, registrano con capillarità informazioni che in gergo si definiscono Air Miss – mancate collisioni – con i droni. Possiamo immaginare che tengano nota anche delle mancate collisioni con stormi di uccelli migratori o singoli volatili alimentati da energia biomeccanica, ma in quel caso i rapporti a chi possono essere diretti, a Madre Natura?

Curioso anche il fatto che alcuni rapporti sulla pericolosità effettiva di un incidente causato dalla sfortunata ipotesi dello scontro in volo tra un drone e un aeromobile, possano in alcuni casi produrre risultati negativi così come risultati nulli; a seconda della chiave di lettura e dell’ente che ne richiede i report.

Tuttavia, anche se al momento della pubblicazione di questo articolo, possiamo affermare con una certa tranquillità che a tutto oggi non siano ancora successe vere collisioni tra droni, siano essi aerei o multirotori e aerei di linea e ci auguriamo di non doverne mai trascrivere una notizia, notiamo che c’è purtroppo un certo interesse, un interesse malato per gli aeroporti e i piloti di droni. Si trovano purtroppo in rete troppi video che riprendono aerei realizzati con droni che sicuramente si trovano dove non devono essere. Ed ecco che quasi tutte le amministrazioni nazionali del volo, raccomandano distanze da rispettare da ATZ e CTR.
Concludiamo con una raccomandazione, riprendete laghi. fiumi, montagne, spiagge deserte, tralasciate e state lontani da aerodromi, aeromobili, evitate il sorvolo di autostrade o grosse vie di comunicazione.
Il mondo è una fonte inesauribile di incantevoli posti nei quali poter effettuare riprese o foto da incorniciare. Non fateci scrivere un articolo che non vorremmo mai pubblicare.

 

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