Le gare di droni e l’Aeroclub d’Italia

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Di Paolo Francesco Ballirano
Avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

Accanto all’utilizzo dei droni per finalità commerciali, merita attenzione anche l’utilizzo dei droni per competizioni sportive. Spesso infatti vengono citate manifestazioni sportive o gare in cui i droni la fanno da protagonista, creando uno spettacolo che non ha nulla da invidiare alle gare effettuate con automobili o motociclette.

Dal punto di vista normativo la questione va affrontata tenendo conto sia di quanto prescrive il Regolamento ENAC sia della normativa relativa agli sport aeronautici.

Il regolamento ENAC: droni o aeromodelli? Poca chiarezza di definizione

drDalla lettura del Regolamento ENAC sembrerebbero esserci pochi dubbi circa il fatto che i droni impiegati per gare sportive siano qualificabili come aeromodelli. Tenendo presente la definizione data dal Regolamento secondo il quale per aeromodello deve essere inteso un “dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi”, i droni utilizzati per gare sportive e pilotati a vista sono definibili come aeromodelli, anche se d’altra parte, l’utilizzo di tali mezzi aerei per creare uno spettacolo per il pubblico, presumibilmente a pagamento, pur non rientrando nella definizione di “operazioni specializzate” rende l’utilizzo ti tali droni comunque rilevante dal punto di vista economico. Ad ogni modo, stante l’assenza di precise disposizioni in tal senso, quanto disposto dal Regolamento ENAC induce a ritenere che i droni utilizzati per gare sportive debbano essere considerati tout court aeromodelli, anche se di fatto, la loro disciplina deve tenere necessariamente conto di quanto stabilito dalla normativa nazionale ed internazionale per le federazioni sportive.

L’Aereo Club d’Italia e le federazioni sportive

aeroclubIl Regolamento ENAC va necessariamente coordinato con la disciplina normativa relativa alle federazioni sportive. Ed infatti, l’art. 15 D.lgs n. 242 del 1999 e successive modifiche, dispone che le federazioni sportive nazionali e le discipline sportive associate svolgono l’attività sportiva in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO, delle federazioni internazionali e del CONI, anche in considerazione della valenza pubblicistica di specifiche tipologie di attività individuate nello statuto del CONI. Ad esse partecipano società ed associazioni sportive e, nei soli casi previsti dagli statuti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate in relazione alla particolare attività, anche singoli tesserati. Le federazioni sportive nazionali e le discipline sportive associate hanno natura di associazione con personalità giuridica di diritto privato, non perseguono fini di lucro e sono soggette alla disciplina del codice civile e delle relative disposizioni di attuazione.

In tale contesto, l’Aero Club d’Italia, in quanto associazione che esercita attività sportiva, è una federazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), ai sensi dell’art. 27 del DPR 28 marzo 1986, n.157, nonché del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242. In particolare l’Aero Club d’Italia è l’unico Ente nazionale che rappresenta l’Italia presso la Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) e, di conseguenza, è l’unico rappresentante di tale Federazione nel territorio dello Stato

Il particolare regime giuridico dell’Aero Club d’Italia

Giuseppe Leoni, presidente dell'Aeroclub d'Italia

Giuseppe Leoni, presidente dell’Aeroclub d’Italia

L’Aero Club d’Italia ha un carattere federativo di associazioni ed enti che si interessano all’attività dell’aria e, in virtù di una norma ad hoc contenuta nella disposizione transitoria di cui all’art. 18, sesto comma, d.lgs 23 luglio 199, n. 243, ha conservato insieme all’Automobile Club d’Italia e la Unione Italiana Tiro a Segno, una personalità di diritto pubblico laddove tutte le altre federazioni nazionali sportive hanno dovuto acquisire a partire del 20 gennaio 1999 personalità di diritto privato, adeguando di conseguenza i propri statuti.

Infatti, la Legge n. 340 del 29 maggio 1954 ne sancisce la disciplina qualificandolo Ente di diritto pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero dell’Interno, e riunisce in un organismo federativo nazionale Associazioni ed Enti italiani che si interessano allo sviluppo dell’Aviazione nei suoi aspetti didattici, sportivi, turistico-promozionali, culturali, di utilità sociale e civile e attività collegate. I suoi fini istituzionali sono quelli di promuovere, disciplinare ed inquadrare le varie attività che nel campo aeronautico turistico-sportivo persone, associazioni, società, istituti ed enti privati svolgono nel territorio dello Stato italiano. L’Aero Club d’Italia persegue gli scopi previsti dalla legge 29 maggio 1954, n. 340. In particolare: 1) promuove la formazione aeronautica della gioventù, favorisce la diffusione della cultura aeronautica e incoraggia lo studio dei problemi relativi; 2) favorisce lo sviluppo del turismo e dello sport aereo, e organizza manifestazioni aeronautiche sportive, turistiche e di propaganda internazionali, incoraggia e può organizzare quelle a carattere nazionale;

L’FPV Racing ed il regolamento FAI

maxresdefaultProprio recentemente la Federazione Aeronautica Internazionale, ha inserito nella disciplina degli sport aeromodellistici il c.d. FPV racing con i multirotori ovvero droni di limitate dimensioni pilotati in prima persona, provvedendo alla pubblicazione del regolamento Radio Control FPV Racing Model Aircraft, in vigore dal 1 gennaio 2016. L’attività di volo con i droni è pertanto diventata ufficialmente uno sport aeronautico. In tale contesto, alla luce della normativa precedentemente menzionate l’Aero Club d’Italia, dovrà farsi carico del coordinamento e l’organizzazione di tali attività sportive in Italia.

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