I droni contro l’erosione delle coste: il progetto Miramar, una ricerca italiana che vola nel mondo

0
ElisaCasella_DJI2Nel mondo, una persona su tre vive a meno di 100 chilometri dalla costa. Il 10% della popolazione umana vive a meno di 10 metri di altezza sopra il livello del mare. Ma il 70% delle coste a livello globale è in arretramento, e la situazione Italiana ed Europea riflette questa percentuale. La salute delle coste ha importanti conseguenze umane, economiche e sociali, e monitorare il tasso di erosione diventa cruciale.
Un campo in cui i droni hanno molto da dire, dal momento che un monitoraggio efficace deve essere ripetuto  nel tempo con sufficiente accuratezza per stabilire se quel tratto di costa sta avanzando o si sta ritraendo, ed è possibile identificarne o ipotizzarne le cause o simulare con modelli numerici l’intero processo.
Nel 2013 i ricercatori Alessio Rovere ed Elisa Casella hanno ottenuto un finanziamento dalla Regione Liguria tramite il Fondo Sociale Europeo con l’obiettivo era di stabilire entro quali limiti la fotogrammetria da drone in ambiente costiero potesse essere usata come alternativa a metodologie di rilievo più tradizionali. Nasceva così il progetto MIRAMAR (Metodologie Innovative di Rilevamento e Analisi per monitoraggi Marini e costieri) che ha unito l’Università di Genova, SEAMap srl (seamap.it, spin off universitario) e DHI Italy (worldwide.dhigroup.com/it), leader mondiale nella modellizzazione idrodinamica costiera.
I limiti del drone
“La prima difficoltà è stata capire i limiti della fotogrammetria in una spiaggia, un ambiente molto
omogeneo sia dal punto di vista topografico che di texture” – commenta Elisa, leader del progetto.
“Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulla velocità e sulla quota di volo del SAPR, e usato una
camera abbastanza performante, una Canon G11, ma abbastanza leggera da lasciarci un buon tempo
di volo su un mikrokopter okto XL. Alla fine volando a 60 metri di quota e con una velocità orizzontale di
1 m/s ottenevamo un buon 80% di sovrapposizione”. Presto al team si è unito il geometra Marco Casella, pilota Enac.
La mareggiata di Natale
Schermata 2016-04-14 alle 11.36.51Dopo i primi test, i ricercatori hanno completato un survey di circa 3 km di una zona costiera in Liguria, ed hanno aspettato che una mareggiata violenta colpisse le coste.
“Avevamo realizzato la topografia della spiaggia con una accuratezza accettabile per i nostri studi, intorno ai 10-15cm ” continua Elisa “E ci siamo detti: vogliamo tornare dopo una grossa mareggiata, e vedere se riusciamo a valutare le variazioni topografiche della spiaggia.” La mareggiata che aspettavano è arrivata proprio il giorno di Natale 2013, una delle più violente che abbia colpito la costa ligure negli ultimi dieci anni. Appena il cielo si è rischiarato, il giorno di Santo Stefano, i ricercatori sono riusciti ad effettuare un altro volo e hanno fotografato una vasta massa di materiale proveniente da un fiume vicino scaricata sul litorale. “A quel punto, con tutto quel materiale sulla spiaggia, non potevamo certo sapere quanta sabbia si era depositata o era stata erosa, dato che la spiaggia era totalmente coperta da detriti” – ci dice con un sorriso Alessio – “Ma potevamo sapere esattamente fin dove erano arrivate le onde, quello che noi chiamiamo wave run-up. ͛Grazie alle ortofoto e alla topografia ottenuta da drone, i ricercatori sono riusciti a calibrare una catena modellistica, in cui il run-up modellizzato si avvicina al run-up osservato dopo la mareggiata. Il risultato, ci dice Alessio, “è che  quando ci sarà una nuova mareggiata intensa, potremmo essere in grado di prevedere la massima ingressione del moto ondoso sulla spiaggia prima che la mareggiata si verifichi. Se avessimo dati simili per aree costiere molto diverse tra loro, potremmo davvero iniziare a fare prevenzione, magari avvisando gli imprenditori balneari durante la stagione estiva, e le Autorità Locali nei casi più gravi”.
Bambini_Ghana_DJI2Ma i ricercatori non si sono fermati. Il loro drone li ha portati a New York e in Germania, poi addirittura in
͚Ghana, al confine con il Togo, affetta da una drammatica erosione costiera che sta costringendo la popolazione a spostarsi di anno in anno verso l͛’interno. Ma questa storia la racconteremo sul prossimo numero di DronEzine Magazine, che arriverà nella prima settimana di Giugno. 
954 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: