Una super-chiavetta USB darà intelligenza artificiale ai droni? La scommessa di Movidius Fathom

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fathom-movidiusIl “cervello” che permette al Phantom 4 di evitare gli ostacoli, o alla camera termica Flir di riconoscere le persone intrappolate in un incendio è un piccolo miracolo di elettronica. Si chiama Fathom ed è prodotta da Movidius. Si tratta di una rete neuronale su un singolo chip, talmente piccola da poter stare in una chiavetta USB che, grazie alla potentissima cpu Myriad 2 MA2450 e 512 megabyte di memoria, può apprendere da sola a riconoscere gli oggetti e in generale i pattern più complessi, come le parole della voce umana.

Come tutte le reti neuronali che si rispettino, Fathom è progettata per gestire molti processi contemporaneamente, e quindi può macinare una immensa quantità di dati consumando pochissima corrente: in dettaglio, ben 150 gigaflops (150 miliardi di operazioni in virgola mobile) al secondo con n consumo di appena 1,2 watt.

L’idea geniale è che questo mostriciattolo  sta in una normale penna USB, quindi lo si può connettere a un device – come i nostri droni- semplicemente attaccandolo a una presa USB 3.0. Ciò significa che, accoppiata a un drone con una camera della classe della GoPro, si possono ottenere facilmente elaborazioni sofisticatissime di computer vision. E a un prezzo decisamente conveniente, si parla di un centinaio di dollari.

Il guaio è che non è certo una soluzione plug and play, occorre che nel drone ci sia il software e il firmware per poterla sfruttare, oltre alle applicazioni che danno un senso alla potenza della rete neuronale. E questo non si fa certo dalla sera alla mattina. 
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