Echodyne lancia il primo radar davvero pratico per piccoli droni

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Poco più grande di uno smartphone, dal peso di 800 grammi e capace di scovare ostacoli e oggetti volanti in un raggio di tre chilometri, un campo visivo di 120 gradi sia il orizzontale sia in verticaleun consumo limitato in 20 watt. Dopo anni di sperimentazione, Echodyne è riuscita a realizzare il suo progetto, utilizzate i metamateriali (materiali le cui proprietà derivano dalla struttura invece che direttamente dalla composizione chimica, come accade ai materiali “normli”) per produrre un radar adatto ai droni di relativamente piccole dimensioni, un tassello fondamentale verso il volo automatico anche  lunga distanza.

“Ci prefiggiamo di risolvere il problema ancora aperto del detect-and-avoid (cioè la capacità da parte di un aereo robot di anticipare ed evitare le collisioni) ha detto Eben Frankenberg, fondatore e CEO dell’azienda di Washington. La tecnologia di Echodyne si chiama MESA, che sta per  Metamaterials Electronically Scanning Array, e ha il grosso vantaggio di non richiedere parti in movimento, come i raar tradizionali che devono girare su sé stessi per coprire tutto l’orizzonte e oltretutto semplifica enormemente la complesa, costosa e pesante elettronica indispensabile ai classici radar basati sul sistema phased-array.

Il sistema è offerto a noleggio solo agli sviluppatori, a un canone di 5 mila dollari al mese.

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