India: i droni trasporteranno presto organi vitali?

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Nonostante le attuali resistenze delle normative di tutti i paesi, è facile immaginare un futuro prossimo in cui i droni effettueranno consegne di ogni genere. Pizza, articoli hi-tech, magliette, non fa differenza: potendo evitare i problemi legati alla viabilità sulle strade, i droni garantiranno consegne in molto meno tempo del trasporto su gomma. Se però le consegne via drone di beni di consumo sono ancora in stand by, nonostante le pressioni dei giganti dell’ecommerce mondiale (primo fra tutti Amazon), è innegabile che esistano delle circostanze eccezionali che meritano di usufruire in anticipo dei vantaggi offerti da questo tipo di trasporto aereo.

In India, ad esempio, in caso di trasporto d’emergenza di organi, polizia e ufficiali sanitari indiani si coordinano in tempo reale al fine di creare una strada preferenziale, una specie di “corridoio speciale riservato” privo di traffico e con semafori verdi per favorire l’itinerario del carico. La verità però è che nelle principali città indiane il traffico è talmente congestionato da vanificare in parte queste misure.

Per questo motivo il Programma Nazionale per i Micro Veicoli Aerei sta lavorando ad un progetto pilota nella regione di Bengaluru (prima conosciuta come Bengalore) per utilizzare i droni per il trasporto urgente di organi per il trapianto. È innegabile che in tali circostanze di vita o di morte poter contare su un trasporto più veloce può fare la differenza. Per capirci, il tempo di preparazione di un organo per il trapianto non deve superare le 10 ore per un cuore, 24 ore per un rene e 12-15 per un fegato. La gestione dei trapianti, grazie ai droni, avrà una marcia in più sulle ambulanze e sarà molto più efficiente, in termini di impiego di risorse umane e costi, del trasporto in elicottero – ad oggi la soluzione migliore offerta per questo genere di emergenze.

Gli attuali prototipi possono trasportare un payload di circa mezzo chilo, più che sufficiente per un organo. Gli ingegneri coinvolti nel progetto, inoltre, mirano a sviluppare l’autonomia energetica del drone per farlo volare almeno fino a 100 chilometri, studiando anche dei sistemi di conservazione speciali per mantenere gli organi entro un certo range di temperature.

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