“Ti racconto il mio Dronitaly”. Intervista con Fabrizio De Fabritiis

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Un Roma Drone un po’ sottotono, anche a causa di un tempo inclemente, Droni in Mostra di Napoli annullato, il salone Kappa Droni di Torino a Giugno, poi il Dronitaly in settembre a Modena. Tra ottimismo e timori, il mondo delle fiere dei droni è in subbuglio. Siamo sicuri che c’è spazio per tutti questi eventi? Ne parliamo con Fabrizio De Fabritiis, il ceo di Dronitaly, che insieme al Roma Drone è la più radicata fiera di droni italiana. Che peraltro sta andando a gonfie vele: quattro mesi prima dell’apertura dei cancelli ha già ricevuto prenotazioni pr il 65% dello spazio dell’anno scorso, con il 40% di espositori nuovi e il 60% di conferme.

torta settori espositori fine maggio

Fabrizio, che ruolo avrà il Dronitaly? 


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Credo che il nostro ruolo non sia cambiato. Come società che si occupa professionalmente di fiere e congressi e che ha già lanciato e sviluppato delle manifestazioni, il nostro ruolo è di stare al fianco delle aziende e offrire loro informazioni, formazione, contatti qualificati, visibilità tra gli utilizzatori, conoscenza di altri mercati. Vogliamo essere considerati un ufficio marketing del settore che lavora tutto l’anno e non solo in vista della manifestazione. Quindi dialoghiamo con le aziende, raccogliamo stimoli, li rilanciamo attraverso il nostro blog che tocca argomenti attuali in modo anche critico e sempre indipendente, favorendo il confronto e decidendo in autonomia le iniziative da prendere. Per questo abbiamo lanciato, nel 2014,
la prima indagine di mercato
sulla percezione dei droni tra gli italiani, e poi promosso, nel 2015, il Forum Permanente delle Associazioni Sapr e l’Osservatorio sull’Industria dei Droni in Italia, in collaborazione con Doxa, di cui è in corso la raccolta dei dati della seconda edizione che presenteremo a Modena il 30 settembre. E poi, ancora, i tavoli di lavoro tra Enac e le grandi aziende italiane e con le associazioni del settore della sicurezza.I niziative che crediamo siano state utili per tutta la filiera e il cui valore ci è stato riconosciuto anche all’estero. Infatti l’11 luglio saremo a Washington, ospiti dell’ambasciata italiana, per presentare i risultati dell’Osservatorio ad un panel di relatori coordinato dal responsabile scientifico della Casa Bianca. Certamente in un settore in forte evoluzione le esigenze delle aziende e del pubblico cambiano rapidamente e noi dobbiamo essere in grado di soddisfarle nel tempo e per questo non perseguiamo obiettivi di breve periodo.

Un Roma Drone sottotono, la chiusura di fiere di provincia come Bergamo e Savona e altre, lo slittamento a marzo di Napoli fanno temere che lo spazio per questi eventi sia risicato, ma adesso si affacciano altre piazze come Torino…

Schermata 2016-06-07 alle 10.05.24«Per ammissione degli stessi operatori in Italia esistono due manifestazioni di riferimento: Dronitaly e Roma Drone, che coprono differenti esigenze delle aziende. Il mancato radicamento delle altre iniziative mi sembra confermi che in Italia ci sia spazio solo per eventi ben organizzati e strutturati. Oggi chi lancia nuove iniziative dovrebbe chiedersi che cosa può aggiungere, cosa può dare al settore. Iniziative non riuscite finiscono per drenare risorse e provocare esperienze negative.»

A proposito di piazza, Dronitaly lascia Milano per Modena. Una scommessa azzardata o un piano preciso?

«Un calcolo. A Milano non potevamo più realizzare il nostro progetto. I centri congressi hanno dei limiti logistici e la realtà fieristica di Milano non favorisce i nuovi eventi. Conoscevamo Modena Fiere perché lì avevamo sviluppato, nel 2004, la nostra prima iniziativa, Oil&NonOil-STC e Dronitaly ha trovato una buona accoglienza, oltre che dalla Fiera anche dalla Regione e dai centri di ricerca e per l’innovazione e anche molta professionalità. Modena è baricentrica e di facile raggiungibilità. Inoltre possiamo offrire condizioni migliori ai nostri espositori e crediamo che questo sia apprezzato.»

Nonostante ormai siano tre anni che facciamo i conti con il regolamento Enac, che è in fin troppo rapida evoluzione, notiamo che c’è ben poca chiarezza sulle leggi che regolano il volo, specialmente quello hobbystico. Le fiere secondo te hanno un ruolo anche educativo?

Schermata 2016-06-07 alle 10.05.03«La diffusione dei droni per uso ludico, i cosiddetti “droni giocattolo” è sotto i nostri occhi. Per questo abbiamo ampliato la manifestazione inserendo accanto all’area Pro un’area Fun. All’interno di questa ci sarà il Vivaio, un’area dedicata ai più giovani in cui sarà possibile provare e sperimentare e crediamo anche educare. Stiamo organizzando un convegno dedicato a questa fascia di prodotti per promuovere comportamenti autoregolativi tra le aziende che li importano e li distribuiscono dato che la Direttiva Giocattoli non si occupa di questi prodotti. Naturalmente Dronitaly non è sufficiente. Serve l’azione degli enti regolatori, delle scuole, delle forze dell’ordine, per evitare che si diffondano comportamenti errati.

Stiamo inoltre lanciando un Challenge riservato agli studenti delle scuole medie superiori che potranno proporre applicazioni pratiche per l’utilizzo di aeromobili a pilotaggio remoto che saranno ospitate nell’area chiamata La Fucina, riservata proprio alle nuove idee.»

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