Il regolamento europeo sui droni arriverà entro Natale, promette EASA: “E’ tardi, ma non è ancora troppo tardi”

0

pkWashington – “È tardi, ma non è ancora troppo tardi per imporre un regolamento europeo sui piccoli droni sotto i 25 chili di buon senso” ammette  Patrick Ky, direttore esecutivo dell’EASA, l’agenzia europea per la sicurezza al volo che da tanto, troppo tempo promette un regolamento unico europeo sui piccoli droni. Ma l’Europa si sa è lenta, lentissima quando bisogna mettere d’accordo 27 paesi membri ognuno con la sua testa, la sua politica e spesso il suo regolamento nazionale. sono già 18 gli Stati Membri che hanno legiferato sui droni, tra cui l’Italia, con il bel risultato che in Europa abbiamo 18 leggi nazionali in larga parte incompatibili tra loro.

 

L’Easa vuole regole fatte insieme, non contro gli operatori

Prima di avere una legge unica europea  bisogna che i tanti tavoli politici e tecnici trovino una quadra, ma Ky è fiducioso e si aspetta una soluzione entro la fine dell’anno: “C’è una volontà forte, in particolare da parte degli operatori per avere regole comuni a livello europeo”, ha dichiarato durante i lavori della Conferenza di Washington dei regolatori della sicurezza aerea. E l’Europa ha deciso di coinvolgere da vicino proprio loro, gli operatori. A Washington più volte alti funzionari dell’EASA hanno ripetutamente invitato produttori e utenti di droni a prendere l’iniziativa nello sviluppo di standard tecnici e operativi che posano godere di un ampio consenso. La posta in gioco è importante perché l’Europa dei droni vuole tenere il passo con i competitor internazionali, a cominciare dagli USA, in cui i regolatori hanno colmato l’iniziale svantaggio e ormai sono più avanti di noi nell’attuazione delle norme ragionevoli per piccoli droni che volano a bassa quota e di peso inferiore a 55 libbre, i nostri venticinque chili, etto più, etto meno. Ma la colpa non è tutta di EASA, parte della responsabilità del ritardo ricade sull’Unione europea che è in ritardo nel dare a EASA un’ autorità giuridica chiara per regolare droni di qualsiasi dimensione. E va detto, a onor del vero, che il Senato italiano i suoi compiti li ha già fatti, presto e bene, approvando le deleghe a EASA, sia pure con qualche riserva – specialmente sulle future scuole di volo.

Resterà un ruolo primario a ENAC e alle altre authority nazionali

Intanto EASA lavora e sviluppa norme e proposte che, almeno per droni più piccoli, lascerà alcuni importanti dettagli e l’applicazione alle autorità aeronautiche nazionali. Un progetto dovrebbe essere disponibile fin da luglio. “Avremmo dovuto iniziare prima”, ha ammesso Ky, e noi di Dronezine sono mesi che diciamo che l’EASA ha sbagliato a lasciare alle authority nazionali la materia dei droni sotto i 150 chili (cioè tutti, praticamente, salvo i giganteschi droni militari) un autogol che ci è costato due anni buttati e ha mandato in fumo il vantaggio che potevamo giocare nei confronti degli USA. Ma ormai il danno è fatto, e speriamo che adesso Ky non sbagli di nuovo nell’aspettarsi regole definitive entro Natale, più o meno lo stesso lasso di tempo che si son dati i Parlamenti nazionali per attivare le deleghe da dare a EASA per poter legiferare.

downloadLuc Tytgat, il funzionario EASA incaricato di droni, ha sottolineato desiderio dell’Agenzia di creare regole condivise e accettabili per gli operatori, articolati su diversi scenari operativi e modulate a seconda dell’effettivo rischio di ogni operazione. Un’ipotesi a cui sta lavorando EASA prevede squadre multinazionali per valutare i prototipi dei droni e integrare quello che si apprende durante i voli in standard futuri. “Vedrete quanto EASA è pronta ad aiutare l’industria.” promette Tytgat e chiede esplicitamete all’industria di darsi degli standard di sicurezza “che possano rassicurare le autorità di regolamentazione”, ha aggiunto.

Mancate collisioni: basta chiacchiere, la parola alla scienza

Nel delineare la sua strategia, l’EASA ha rilasciato una roadmap che mette  in evidenza l’importanza di promuovere l’innovazione piuttosto che semplicemente cercare di adattare ai droni “il sistema messo in atto per l’aviazione con equipaggio.” A preoccupare l’Authority europea resta l’annoso problema delle mancate collisioni tra aerei e droni, eventualità di cui molto si parla ma che non si è mai verificata, e finalmente EASA prende la cosa sul piano scientifico e non a chiacchiere come si è fatto finora, creando una task force governo-industria per studiare le reali, potenziali conseguenze di uno scontro tra un drone e un jet di linea.

La commissione a fine luglio dovrebbe dare le prime indicazioni, sgombrando il campo dagli isterismi e testando per davvero sul campo le vulnerabilità del parabrezza e dei motori degli aerei a tali collisioni; analizzare i dati esistenti su collisioni droni, e finalmente rivedere gli incidenti rilevanti nello spazio aereo europeo, così sapremo quante delle tante cosiddette “mancate collisioni” sono opera per davvero di droni e non di sacchetti della spesa portati dal vento come nella scandalosa segnalazione di Heathrow.  Noi scommettiamo che saranno davvero poche.

2674 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: