Droni professionali, registrazione obbligatoria dal 1 luglio

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Scatta domani 1 luglio, l’obbligo di registrare i droni professionali, quelli che tecnicamente vengono definiti SAPR, presso un pubblico registro a disposizione delle autorità.

Da domani quindi tutti i possessori di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto. potranno iniziare a registrarsi online su un portale che sarà attivo  all’indirizzo www.d-flight.it
Tuttavia non c’è fretta ha rassicurato l’Ing. Cardi  – ex direttore della direzione aero navigabilità e ora Special Advisor Presidenza ENAC –  all’incontro con le principali associazioni di categoria svoltosi il 27 giugno ultimo scorso
Al fine di non sovraccaricare il portale che sarà gestito da alcuni tecnici operanti per conto di ENAV; il sito è registrato a nome dell’ing. Federico Balboni che ha presentato il progetto lo scorso lunedi, Verrà quindi garantita una certa elasticità sui  controlli effettuati dalle FDO.
Il progetto prevede una fase di registrazione a seguito della quale verrà rilasciato un codice QR da attaccare al drone. In seguito saranno previsti chip identificativi elettronici in grado di permettere l’identificazione in real time del APR in volo. In questa prima fase non ci sarà alcun costo per gli operatori che si dovranno registrare, mentre in futuro si applicheranno le normali tariffe ENAC.

Registrazione obbligatoria anche per i modellisti?

Sempre in occasione dell’incontro romano del 27 giugno, sono state avanzate ipotesi circa l’eventuale registrazione dei Mezzi Aerei a PIlotaggio Remoto ovvero tutti, gli aeromodelli. Pare che la crescente preoccupazione istituzionale dettata da questioni di pubblica sicurezza, abbia spinto ENAC e ENAV a muoversi in questa direzione.
Copiato quindi il procedimento statunitense, compreso il nome in inglese d-flight, ma  possibile che non ci fosse proprio un nome a dominio in italiano disponibile?
Inoltre ci aspettiamo davvero che un malintenzionato paghi e si registri sul portale prima di commettere un atto criminoso?

Gli aeromodelli usati per scopi ludico ricreativi, sono giocattoli?

Con buone probabilità i giocattoli saranno esclusi dall’obbligo della registrazione. In sostanza nasce spontaneo un dubbio etico.
Non è forse vero che per definizione i professionisti sono coloro che traggono un vantaggio professionale dall’uso dei SAPR?
Non è forse vero che i modellisti  possono usare gli aeromodelli solo per scopi di divertimenti: ludici e ricreativi?
Verrebbe da pensare che dovrebbero essere considerati tutti come giocattoli e pertanto non dovrebbero sottostare  alla registrazione obbligatoria.
Se la distinzione verrà fatta con una classificazione in base ai pesi, forse è meglio considerare che l’elettronica ha iniziato un processo di miniaturizzazione che nei prossimi anni renderà presto obsolete tutte le leggi attuali che si basano su tale unità di misura.

Drone o aeromodello, è lo stesso!

Uno stesso mezzo a pilotaggio remoto e costruito dal medesimo produttore può essere considerato sia un aeromodello sia un SAPR. La differenza si rileva in base al tipo di utilizzo: ludico o professionale.
Così come un automobile può essere usata per trasportare la famiglia al mare o da un taxista per lavoro.
Nei confronti delle persone sottostanti o degli aeromobili che impegnano lo spazio aereo però questi droni sono visti con gli stessi occhi e hanno lo stesso ingombro e sono potenzialmente pericolosi allo stesso modo.

Un lavoro difficile per le autorithy che regolano la navigazione aerea

Un compito non facile per gli enti in ballo che devono stabilire regole, comprensibili, applicabili e con facilità di applicare eventuali sanzioni eque. Ma per una volta bisognerebbe anche considerare gli sforzi degli operatori e delle piccole imprese, che tra tasse, balzelli e sopratutto adempimenti, di fatto lavorano a fatica. Nuovi corsi di adeguamento per i piloti, nuove registrazione su un altro database e per il momento poche concessioni.

Per quanto riguarda il mondo modellistico, se non verranno applicate costi al processo di registrazione, tutto sommato potrebbe essere una questione facilmente sopportabile. Chi non ha niente da nascondere, dovrà perdere solo 10 minuti del proprio tempo e applicare una etichetta al proprio aeromodello, cosa che i modellisti seri fanno da tempo immemore.
Diverso se anche per loro sia previsto il chip identificativo in real time. Il traffico aereo e il traffico informatico metterebbero certamente in difficoltà i server delle pubbliche amministrazione.
Ricordiamo che se esiste il problema della navigazione alle quote estremamente basse, spesso usate da Polizia Carabinieri, Vigili del Fuoco e Elisoccorso, questo problema esiste sia per i droni professionali sia per quelli amatoriali.

Non ci rimane che attendere il 2017 e seguire la prossima puntata per conoscere il destino di un mercato nascente, fiorente e trainante che corre il rischio di essere soffocato dalla burocrazia in nome della pubblica sicurezza, e degli incidenti. Considerando che gli aeromodelli a tutto oggi non ci risulta che siano stati impegnati per missioni terroristiche e che i droni civili, tutto sommato, nonostante le centinaia di allerte e di Near Miss, sempre alla data attuale, dei morti non ne hanno ancora provocati.

 

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