Droni Amazon: L’America non ci vuole? Ce ne andiamo in Inghilterra

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Dopo il Canada e l’Olanda, Amazon testa i suoi droni da trasporto in Inghilterra. Negli USA una regolamentazione asfissiante rende pura fantascienza l’idea di trasportare pacchetti con i droni, così il gigante del retail punta sulla Gran Bretagna, dove grazie a un accordo con il governo potrà testare tre tecnologie chiave per i fattorini volanti:

  1. Volare al di fuori del campo visivo dell’operatore
  2. Far controllare più droni da un singolo operatore
  3. Mettere a punto i sensori per evitare le collisioni e dare all’intelligenza artificiale del drone una chiara idea di dove sta volando

I primi due punti sono proibitissimi non solo negli USA ma anche in Inghilterra (in Italia paradossalmente il volo fiori dal campo visivo è teoricamente possibile, ma solo teoricamente), ma la CAA (L’Enac inglese) ha dato il disco verde alla sperimentazione, non solo nelle brughiere disabitate del nord del paese ma anche nelle aree suburbane delle città.  Molto soddisfatto Paul Misener, vice presidente senior di Amazon: “Il Regno Unito è leader mondiale nel promuovere l’innovazione con i droni” ha detto. “Questo accordo rinforza la nostra partnership strategica con la Gran Bretagna e avvicina il nostro obiettivo di usare droni per far consegne sicure in 16TimJohnsonmezz’ora ai clienti inglesi e di ogni altra parte del mondo”. E molto soddisfatto è anche Tim Johnson, a capo delle policy di  CAA, che ha dichiarato: “Questi test di Amazon ci aiuteranno a raccogliere informazioni per le nostre politiche sui droni e il futuro approccio al tema”. E adesso che con la Brexit l’Inghilterra non è più obbligata a sottostare nemmeno alle regole europee EASA, potrebbe significare che l’isola voglia candidarsi a diventare un immenso laboratorio dove inventare il futuro dei droni.

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