Pilotare i droni tascabili a un continente di distanza: le reti 5G rendono il sogno più vicino

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CatturaChina Mobile e la svedese Ericsson hanno dimostrato che si può pilotare tranquillamente un piccolo drone amatoriale usando le reti di telefonia mobile 5G, le super reti telefoniche che dal 2020 ci daranno prestazioni oggi semplicemente inconcepibili, tra cui velocità dati di decine di megabit al secondo per decine di migliaia di utenti connessi contemporaneamente, e soprattutto un tempo di latenza molto ma molto inferiore a quello delle migliori reti LTE disponibili oggi. Ciò significa che da qualsiasi parte del mondo sarà possibile pilotare un drone ovunque si trovi, inviando i comandi da un device 5G e ricevendo il video di ritorno dalla stessa rete, giusto per vedere dove sta andando e controllare l’inquadratura.

Cattura4Per le loro prove, Ericsson e China Mobile hanno utilizzato un drone francese, un Parrot BeBop 2 modificato, decollato in periferia di Wuxi, una delle città cinesi più antiche lungo il corso del Fiume Azzurro. Il drone è passato a quote diverse attraverso una serie di torri di telefonia mobile, mantenendo perfettamente il segnale nel passaggio dall’una all’altra cella. Erano in verità celle 4G, visto che il 5G ancora non è disponibile, ma ottimizzate per ottenere prestazioni il più simile possibile a quelle della telefonia che verrà.



Nell’esperimento i tecnici cinesi e svedesi sono riusciti a mantenere la latenza (cioè il ritardo del segnale) sotto i 15 millisecondi, mentre con il 5G “vero” la latenza sarà molto inferiore, sotto a un solo millisecondo.

Cattura5In questo modo, spiegano i tecnici, anche con decine di migliaia di utenze simultanee la latenza nel mondo reale sarà agevolmente sotto i 10 millisecondi. Attualmente le reti 4G pubbliche, non ottimizzate per l’esperimento, arrivano al massimo a 100 millisecondi, troppo per pilotare in sicurezza un drone, e oltretutto senza poter garantire la prestazione e la qualità del segnale. Senza contare che il passaggio tra una cella e quella vicina oggi è adeguata giusto alle esigenze di un normale utente di smartphone e non a quelle di un pilota di drone.

Resterà naturalmente da vedere se i regolamenti internazionali renderanno davvero possibile pilotare da Roma un drone che vola in Cina o a New York: oggi tutte le Nazioni sviluppate proibiscono il pilotaggio di un drone che non sia direttamente sotto l’occhio del pilota. Ma la tecnologia progredisce a passi da gigante, riuscirà la burocrazia a stargli dietro?

 

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