Nuova Zelanda, il drone porta la pizza. Per davvero.

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druIl delivery tramite droni è sempre più vicino. Adesso a far sul serio è la Nuova Zelanda, che entra in campo con la rete di pizzerie Domino, catena americana con più di 11 mila pizzerie nel mondo e un centinaio nell’arcipelago australe. Domino non è nuova a queste imprese, già da tempo sperimenta i droni terrestri DRU (Domino’s Robot Unit) per consegnare le pizze a domicilio, e adesso ci prova anche con i droni aerei.
La tecnologia è di Flirtely, che ha sviluppato non solo il drone ma anche il packaging per tenere belle calde le pizzedurante il volo.

574429La prima dimostrazione è avvenuta il 25 agosto (in pieno inverno australe) nella capitale Auckland, di fronte al ministro dei trasporti neozelandese Simon Bridges e funzionari della CAA, l’Enac neozelandese. Ma non si è trattato solo di un esperimento, bensì dell’inizio vero e proprio del servizio, disponibile in alcune pizzerie selezionate. Un successo reso possibile anche dalla collaborazione dell’Autorithy aeronautica neozelandese, che nelle parole del CEO di Flirtely Matt Sweeny rende la Nuova Zelanda “la Nazione che nel mondo ha le regole per i droni che guardano più avanti nel futuro dell’aviazione”, e spera di poter “presto proporre il servizio anche alle pizzerie americane, grazie alle nuove regole che entreranno in vigore negli USA il prossimo 29 agosto”.

Poco si sa sul drone pizzaiolo, salvo che è costruito in carbonio e alluminio con diverse parti stampate 3D, che vola in modo completamente autonomo e i caso di bassa qualità del segnale GPS torna di corsa a casa, pardon in pizzeria. Inoltre, se la batteria scende sotto il limite di sicurezza, trova da solo un posto sicuro per  atterrare.

 

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