Due terzi degli incidenti con piccoli droni dipendono da guasti tecnici

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Brutte notizie per chi pensa che saperci fare con il radiocomando metta al sicuro dai guai: secondo uno studio dell’australiano Melbourne Institute of Technology (RMIT), ben il 64% degli incidenti accadono per problemi tecnici, non per imperizia del pilota.

I ricercatori australiani hanno investigato 150 incidenti accaduti in tutto il mondo tra il 2006 e il 2016. la causa più comune è la perdita o il degrado del link radio tra drone e pilota, compreso il famigerato “Flyaway”, cioè il drone che se ne va per i fatti suoi per far danni chissà dove. Un problema che pare particolarmente grave per i DJI Phantom: secondo i ricercatori, di 772 proprietari di Phantom almeno 250 hanno sperimentato un flyaway, e di questi 122 hanno perso definitivamente il drone e non hanno nessuna idea di dove sia finito. Non sappiamo dire se cià dipende da una effettiva debilezza del link radio DJI oppure semplicemente dal fatto che i DJI sono i droni più diffusi e quindi statisticamente quelli che hanno più incidenti di ogni tipo.
Il consiglio dei ricercatori ai produttori di droni è quello di aggiungere ridondanza radio ai piccoli droni: “Gli aerei commerciali hanno ridondanze triple nei sistemi di comunicazione, ma i droni amatoriali no, e si vede” dicono. Un altro problema, dicono i ricercatori, è che gli incidenti con i piccoli droni di solito non vengono resi noti se il drone non crea danni, e questo impedisce di avere statistiche precise sull’affidabilità di droni amatoriali e prosumer, limitando così la possibilità di investigare sulle cause e porvi rimedio.”Capire cosa accade ai droni, anche quando non causano danni a persone o cose, sraebbe essenziale per migliorare la sicurezza” affermano gli scienziati.

Un motivo in più per assicurarsi contro i danni che si possono fare a terzi: una polizza amatoriale non è affatto cara e fa volare tranquilli. 

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