Droni in Italia, Assorpas valuta azioni legali

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I recenti cambi normativi in ambito droni professionali, i SAPR – Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto – da parte di ENAC l’autorithy nazionale che regola l’aviazione civile, ha messo in ginocchio diverse imprese che nei droni avevano investito tempo e denaro e ora una delle due principali associazioni di filiera, sta valutando se procedere legalmente.

Il vaso è colmo, per usare un espressione popolare, dalla uscita della prima bozza del regolamento nel dicembre 2014, sono passati due anni e mezzo e il tanto atteso sviluppo del settori droni civili, non è ancora decollato. Anzi sono tante le aziende che hanno abbandonato sconfortate non dalla mancanza di richieste di lavoro, ma dalla effettiva impossibilità di adempiere a tutti gli sconvolgimenti normativi che di fatto rendono impossibile proseguire nel proprio core business.

Basti pensare che siamo alla seconda edizione del regolamento, che nel corso di questi due anni, sono state cambiati oltre alcune importanti modalità operative circa il sorvolo o il divieto di sorvolo in particolari situazioni, le modalità di istruzione degli allievi e futuri piloti. Ed è proprio su questa intricata situazione nella quale ENAC ha cucinato un bel Frincandò di verdure.

Purtroppo non si tratta di un tipico piatto marchigiano, ma di una confusione creata, modificando i requisiti per i nuovi piloti e rendendo in parte inutilizzabili anche gli attestati di coloro che lo avevano già conseguito, obbligandoli a convertire il loro titolo di volo presso nuovi centri addestramento. Un colpo di spugna a tutte le vecchie scuole precedentemente autorizzate, che si sono viste sospendere le loro credenziali.

Legalità o clandestinità?

E’ vero che il mondo aeronautico è in continua evoluzione, ma le aziende che vi stanno investendo devono poter sapere a che tipo di costi o di tempistiche si troveranno di fronte e nel frattempo poter essere messe in grado di lavorare legalmente e non come le centinaia di abusivi che riempono la rete con filmati eseguiti in condizioni di clandestinità.

Promiscuità per i nuovi centri di addestramento

Sono nati quindi i nuovi Centri di Addestramento, molti dei quali hanno già ricevuto una lettera da parte di ENAC, ma sul cui sito ufficiale a tutto oggi non compaiono ancora in elenco, creando quindi delle situazioni di promiscuità e semi clandestinità che non fanno bene al settore.

I nuovi piloti non si possono addestrare, e questo va avanti da luglio 2016, ma se la situazione non si scongela, nemmeno i vecchi a fine anno potranno convertire le loro autorizzazioni.  A tutto questo si aggiunge la richiesta relativa alla identificazione obbligatoria dei SAPR che per ora è una semplice registrazione e l’apposizione di un adesivo ben visibile sul drone SAPR. Ma si sa già che questa sarà una fase transitoria e che presto sarà necessario ottenere un sistema elettronico con scambio di dati in real time.

Non avrebbero fine quindi le continue richieste di modificazione da parte degli Enti che regolano la navigazione aerea, anche ENAV e l’Agenzia Nazionale Sicurezza Aerea oltre che il ministero degli interni ci hanno messo il becco. Gli operatori più coscienziosi, quelli che vogliono lavorare nelle legalità fanno fatica a tenere il passo. Si parla per la maggioranza di piccole imprese con meno di 10 se non 5 dipendenti e gli adempimenti burocratici li costringono a rimanere a terra quasi costantemente.

logo-assorpas

Ecco che Assorpas, nel comunicato odierno annuncia di voler adire azioni legali per denunciare la paradossale situazione tutta italiana. Ad esempio negli USA nonostante la loro emissione del regolamento sia avvenuta più tardi, agli operatori è riservato ben altro trattamento. Stessa cosa per la Francia.

Ecco il comunicato che potrete leggere anche sulla home page della associazione.

Cresce il disagio tra gli operatori professionali APR per la situazione paradossale venutasi a creare negli ultimi mesi a causa dell’evoluzione normativa e della sua applicazione da parte di ENAC (centri di addestramento, identificazione SAPR e decentramento delle autorizzazioni).

ASSORPAS ha intenzione di affidare ad uno studio professionale la valutazione dei profili legali di questa situazione, e si riserva di agire verso chi di competenza a tutela dei diritti e degli interessi dei suoi iscritti e di tutta la comunità del comparto SAPR per ripristinare condizioni corrette di azione e concorrenza.

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