A Dronitaly 2016 droni acquatici per la salvaguardia dell’ambiente

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Non solo mezzi aerei a pilotaggio remoto al Dronitaly 2016 per il quale tra l’altro mancano meno di 10 giorni, ma anche veicoli autonomi di superficie per il monitoraggio della salute degli ambienti acquatici lacustri e lagunari.

Sono imbarcazioni di dimensioni ridotte, ma alle volte non piccolissime, sono autonome e capaci di svolgere missioni che comprendono la raccolta di dati ambientali, analizzando le acque raccogliendo campioni, oppure eseguono misurazioni con sonar o altre apparecchiature. Sono droni acquatici, destinati a lavorare nei laghi, o nelle lagune e saranno visibili il 30 settembre e il 1 ottobre –  a proposito avete già acquistato i biglietti in prevendita? – a Drontialy e si chiama S.Wa.P. (Shallow Water Prospector) una nuova classe di veicoli autonomi di superficie progettati per il monitoraggio di ambienti acquatici quali laghi, lagune e canali artificiali.

Proambiente (consorzio pubblico/privato che include CNR, Università di Ferrara e 10 piccole/medie imprese emiliano-romagnole) presenta SWAP 2.0, un robot acquatico costituito da un catamarano di piccole dimensioni (160×140 cm) equipaggiato con un doppio sistema di propulsione ad elica, un sistema di posizionamento GPS ad alta precisione, un sistema di controllo della navigazione da remoto o completamente autonomo, ed i moduli strumentali intercambiabili a seconda delle esigenze. I moduli comprendono sensori geofisici, geochimici ed ambientali che permettono di ricostruire la morfologia e la stratigrafia del fondale, ritrovare oggetti sommersi/sepolti e ricostruire lo spessore dei diversi sedimenti presenti sul fondale.

Il mezzo, completamente elettrico, è a zero impatto ambientale e permette il controllo in tempo reale della navigazione e dei parametri di acquisizione dei vari sensori attraverso una trasmissione radio con portata chilometrica.

l sistema S.Wa.P.  è già stato utilizzato in un’ampia varietà di ambienti acquatici, come laghi alpini, le lagune di Comacchio, Venezia e Oristano, il lago Trasimeno e il Canale Emiliano-Romagnolo.

drone acquatico S.Wa.P. (Shallow Water Prospector) l primo prototipo nasce grazie all’attività di collaborazione tra il Laboratorio Proambiente (Tecnopolo AMBIMAT-CNR) e l’Istituto ISMAR (Istituto di Scienze Marine) del CNR di Bologna. A seguito dei successi riportati, l’attività è proseguita nel progetto NAIADI (Nuovi sistemi autonomi/automatici per lo studio e il monitoraggio degli ambienti acquatici) vincitore di un bando POR-FESR 2014-2020 Regione E-R. Questo progetto, che vede la collaborazione di Proambiente Scrl con il CIRI-MAM di Bologna e di altre 5 realtà industriali della regione, mira allo sviluppo e all’ingegnerizzazione di una classe di veicoli robotizzati adatta per differenti tipologie di ambienti acquatici

drone acquatico S.Wa.P. progetto NAIADI

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