Recensione Skycontroller 2 con Cockpitglasses e drone Bebop 2

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Recensione e prova in volo del radiocomando Skycontroller 2 con visori Cockpitglasses abbinati al drone Parrot Bebop 2.

Quasi contemporaneamente alla uscita del Disco il drone ad ala fissa di Parrot, viene presentato anche un radiocomando alternativo allo Skycontroller abbinato al seppure leggermente obsoleto Parrot 1 e al sempre verde Parrot 2. Questi droni a 4 motori, si pilotavano o tramite smartphone / tablet, oppure con uno radiocomando molto diverso da quelli usati solitamente in campo aeromodellistico. Lo Skycontroller, aveva un ampio spazio centrale tra i due stck di controllo per aumentare o abbassare la quota e muovere sul proprio asse o a destra e a sinistra il Bebop versione 1 o 2. Nella parte centrale è possibile inserire un tablet di generose dimensioni. Nella parte anteriore dello Skycontroller invece figura un pannello leggermente curvato che racchiude le antenne a pannello per il controllo radio e la ricezione del video e della telemetria.

Recensione del nuovo Skycontroller 2; innovazione e compattezza

Molto particolare, sicuramente innovativo, utilizzabile quasi esclusivamente con la cinghia a tracolla, lo Skycontroller 1 non passava inosservato, nemmeno per le dimensioni. Può piacere o non piacere, ma stiamo parlando di un radiocomando per drone davvero inusuale e facilmente riconoscibile. Ma questo era il passato.

Con lo Skycontroller versione 2, presentato insieme al drone tuttala Disco, la situazione si ribalta completamente. Un piccolo controller che si tiene facilmente tra le mani, non necessita di cinghia per il sostenimento, seppure dotato di una antenna, anzi certamente più di una, nella parte anteriore e diretta verso l’esterno del pilota.

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radiocomando Parrot Skycontroller 2

Un unico cavo USB in uscita che andrà, verso il visore per FPV Cockipitglasses, che a sua volta necessita di un telefono con uno schermo da 4,7 a 5,7 pollici per riprodurre le immagini provenienti dal velivolo a pilotaggio remoto.
Insomma un radiocomando che assomiglia tanto a quelli tipici usati per le consolle dei videogiochi, ma che è decisamente più comodo e trasportabile.

Come è facile intuire, non siamo mai stati particolarmente innamorati dello Skycontroller v1 e il nuovo arrivato in casa Parrot, ci incuriosisce parecchio. Il pannello anteriore che racchiude le antenne radio e video, gli permette di raggiungere una distanza certamente maggiore di quella consentita al modellista italiano dal regolamento ENAC, ma è molto aggraziata e inserita in un contesto che rende il nuovo controller della aziende Franco americana, innovativo e diverso dal solito.

Le batterie al litio gli consentono una autonomia di 240 minuti e oltre agli stick classici, è dotato di una serie di bottoni e slider che gli permettono il controllo non solo del drone, ma anche di camera e altri settaggi. Attenzione, manca o non abbiamo trovato il Panic Button, cioè lo spegnimento immediato dei motori.
Piccolo leggero e facilmente trasportabile, in sostanza ci è piaciuto molto. Gli stick, leggermente più corti di quelli tradizionali comunemtne inseriti in un radiocomando modellistico, assomigliano molto a quelli di un videogioco, ma sono morbidi e abbastanza precisi. Un po’ difficile il pilotaggio a pulpito, ovvero tenendo le leve tra il pollice e l’indice, certamente più semplice il pilotaggio a soli pollici, quindi appoggiando i polpastrelli sulla testa zigrinata dello stick. Uno spazio tra l’antenna e il corpo della radio permette di installare un accessorio porta smartphone.

Il visore per FPV Cockpitglasses e il prezzo in bundle con Skycontroller 2

Non sono una novità i visori che usano gli smarpthone come schermo per i giochi di realtà virtuale aumentata, le visioni di filmati in 3D e che sostanzialmente sono composti da una scatola di dimensioni più o meno contenute, un design più o meno avveniristico, una cinghia elastica per sorreggere il tutto sul capo e uno slot anteriore con incastro per inserire il telefono. Una alternativa certamente economica sono i Google Cardboard, sostanzialmente un pezzo di cartone sagomato e ripiegato a guisa di scatola, con un paio di lenti integrate e uno spaio per inserire lo smartphone.
I Cockpitglasses di Parrot che vengono venduti abbinati allo Skycontroller 2  a un prezzo ufficiale di euro 349,00 sono ovviamente più belli e funzionali.

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Il visore per FPV della Parrot Cockpitglasses con lenti e contenitore per smartphone

Sono molto leggeri, essendo costruiti in materiale plastico e calzano bene, grazie al sistema di cinghie elastiche non permettendo, cosa molto importante, alla luce di filtrare. Ovviamente non tutte le conformazioni craniche sono perfettamente identiche, per cui a qualcuno calzeranno meglio a altri peggio. La gommapiuma che si appoggia sul viso è morbida e non da fastidio. Il peso aumenta quando si inserisce il telefono, ma la cinghia ben ingegnerizzata e posizionata sorregge il peso senza dar fastidio al collo del pilota.

Le lenti di buona fattura, non sono regolabili, ne in posizione quindi con un movimento laterale per adattarsi alla distanza inter pupillare che potrebbe essere diversa da persona a persona e nemmeno in distanza dallo schermo del dispositivo che riceve le immagini. Questa mancanza, forse voluta per rendere meno costosi e forse anche meno soggetti a rotture gli occhiali, viene colmata con la gestione del software di visione: il Freeflight PRO, naturale evoluzione delle versione Freeflight 3

La qualità della visione dipende naturalmente dal tipo di dispositivo utilizzato. Uno smartphone performante permette di vedere senza troppe “squadrettature”, specialmente quando il drone ha movimenti abbastanza repentini. Nella nostra prova abbiamo testato 3 telefoni cinesi di diversa fattura e qualità. Il primo, non permetteva alla app Freeflight Pro di lanciarsi autonomamente una volta connesso il cavo dal radiocomando al telefono. Il secondo, tutto sommato funzionava, ma le perdite di immagini erano molto alte. Il terzo permetteva una visione fluida corretta, ma leggermente in ritardo rispetto al movimento in tempo reale. Diciamo che un pilotaggio in FPV Firts Person View effettuato senza correre troppo è fattibile e in effetti lo abbiamo fatto come dimostrano le foto, ma senza farci racing. Gli smartphone consigliati da mamma Parrot sono tutti di fascia alta e con i quali sicuramente certi ritardi sono inavvertibili.

Il LAG nella ricezione del video inficia un pilotaggio in FPV veloce

Il video seguente mostra il ritardo, che in gergo si chiama LAG, tra il movimento reale e la ricezione della immagine sui visori Cockpitglasses. Sempre nel video viene evidenziato di come avvenga la configurazione della messa a fuoco e della distanza inter-pupillare via software tramite la pressione di alcuni tasti e il movimento degli stick dello Skycontroller 2 dato che il visore, non dispone di hardware per muovere le lenti.

Ringraziamo l’amico Marco Miele per aver messo a disposizione la attrezzatura necessaria per redarre questa recensione.

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