Droni TwoDots alla conquista dei centri commerciali

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Produzione cinese, qualità italiana: con 30 mila droni distribuiti nelle catene dell’elettronica di consumo, nei centri commerciali e nei brico la varesina TwoDots ha raggiunto uno share di mercato del 19% in agosto secondo GfK, posizionandosi alle spalle di Parrot. E per il Natale si prepara a conquistare altre fette di mercato puntando su semplicità d’uso, costi convenienti e servizi di post vendita.

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Maurizio Curioni presenta il GO!!!, uno dei droni TwoDots che abbiamo provato per voi

TwoDots è un marchio che ai più dice poco, eppure è una solida realtà italiana nel mondo dei droni ricreativi e giocattoli. L’azienda che controlla il marchio, X-Joy, ha una lunga esperienza nella distribuzione  dell’entertainment digitale, si occupa di gaming, accessori per PC e console oltre che di veicoli elettrici per la mobilità sostenibile urbana, e dal 2014 si occupa anche di droni: una strada che è cominciata nel 2014 con il piccolo Colibrì, drone giocattolo che sta nel palmo di una mano. E oggi ha una gamma di droni che si articola in sette modelli distribuiti in 30 mila unità, che TwoDots Costruisce in Cina, ma controllando tutta la produzione da Varese. Per poi distribuirli in particolare nelle catene dell’elettronica di consumo, Unieuro ed Euronics. Oltre che nella GDO, quindi i veri e propri supermercati, come Iper, Il Gigante e Panorama. “Ma abbiamo anche avuto ottimi riscontri dalle catene del Fai da Te” ci dice il responsabile Maurizio Curioni, “nelle insegne Euro Brico e Brico Io. Eravamo partiti come esperimento in questi canali, senza troppe aspettative, eppure l’accoglienza è stata ottima: evidentemente il pubblico tipicamente maschile di questi store si sposa bene con i droni. E le catene sono ben disposte a dare spazio ai nostri droni, anche perché riusciamo a garantire loro buoni margini, superiori a quelli garantiti dai droni prosumer, e quindi possiamo fare una comunicazione efficace nei punti vendita, anche con dei chioschi e scaffali dedicati”.
espositore-droni-1Così finora il mercato ha premiato TwoDots: GfK attribuisce ad agosto 2016 a Twodots una quota di mercato Italia pari  al 17% per vendite in unità da gennaio ad Agosto e un 19% nel solo mese di Agosto, posizionando il marchio al secondo posto dopo Parrot ne canale grande distribuzione. “Soprattutto Parrot è il nostro competitor” ci rivela Curioni, “DJI lavora su droni di fascia più alta, decisamente prosumer, mentre i nostri droni attualmente sono destinati a un pubblico più interessato al divertimento e alle riprese video private, dove il riferimento sono i minidrones francesi. “I nostri prodotti di punta al momento sono Eagle 2, un drone con fotocamera HD da 2MP (con angolo di visualizzazione regolabile remotamente) e radiocomando 4 canali a 2.4 GHz per uso

Eagle 2, drone per esterni con monitor FPV

Eagle 2, drone per esterni con monitor FPV

Raven, per indoor e per esterni, si pilota o con la radio 2,4 GHz o con il cellulare

Raven, per indoor e per esterni, si pilota o con la radio 2,4 GHz o con il cellulare

all’ esterno, con uno schermo LCD integrato nel telecomando per vedere in tempo reale le riprese effettuate. È anche provvisto di luci LED direzionali, utili per orientarsi e controllarlo mentre è in aria, e di feature all’avanguardia come Auto-Hovering e Orientamento Intelligente.E poi il Raven, uno smart-drone con fotocamera HD da 2MP e radiocomando 4 canali a 2.4 GHz, adatto anche all’indoor.
Può interfacciarsi agli smartphone iOS e Android grazie ad un’apposita app: in un clic sarà possibile sia usare lo smartphone per visualizzare le immagini riprese dal velivolo in tempo reale (mentre lo si pilota attraverso il tradizionale telecomando), sia comandarlo direttamente tramite telefono.  E per il 2017 abbiamo in cantiere un drone prosumer, con motori brushless e Gps, e quindi con volo automatico e ritorno a casa automatico. Molto facile da usare, ma dal prezzo molto contenuto, 399 euro, otre a un drone da corsa”.

La pagina facebook di TwoDots

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Servizi post vendita

Vendere droni nei centri commerciali richiede prodotti robusti, facili da usare, e servizi al cliente. “Noi puntiamo molto sulla facilità di utilizzo” conferma Curioni, “I nostri droni hanno funzioni come la modalità headless, che consente di pilotare il drone in modo naturale, senza preoccuparsi dell’orientamento della macchina nel cielo: dando stick a destra per esempio il drone andrà sempre a destra, indipendentemente da come è orientato rispetto al pilota. Altrimenti quando il drone punta il muso verso il pilota, per esempio per fare un selfie aereo, i comandi sarebbero a specchio, come succede sugli 14446068_1137474313013559_7966302952036607247_naeromodelli e i droni senza headless, rischiando di confondere i piloti meno esperti. Hanno poi il ritorno a casa, così se il pilota è in difficoltà preme un tasto e la macchina torna dove era partita, anche se la funzione naturalmente non è precisa come quelle dei droni prosumer con il GPS. Ma va detto l’algoritmo che abbiamo sviluppato è molto potente ed efficace”. Di livello ben superiore a quello dei dronetti cinesi è il servizio post vendita:  “Noi controlliamo due volte i droni prima della distribuzione, così abbiamo un rateo di DoA, Death on Arrival, quindi macchine già guaste appena tolte dalla scatola, bassissimo. Se comunque dovesse capitare, entro dieci giorni sostituiamo gratuitamente la macchina guasta. Abbiamo un set completo di ricambi  e un servizio di riparazione sia in garanzia per i difetti all’origine sia per riparare danni causati dal pilota, che naturalmente non possono essere coperti dalla garanzia. Capita spesso di sentire persone dire ‘Sì, l’ho pagato poco, ma mi si è bruciato un motorino e non lo posso più usare. Ecco, con noi non succede, possiamo riparare i droni che hanno subito un crash”.

Vendere droni, responsabilmente

tdUn dibattito molto aperto, che spesso sfocia in polemica, è quello relativo  all’uso consapevole dei droni acquistati nei supermercati. droni sono divertenti, ma non sono giocattoli. Sono lontani i tempi in cui chi si avvicinava all’aeromodellismo respirava nei campi volo una cultura aeronautica e di sicurezza che passava dagli anziani ai giovani. Oggi le persone comperano al supermercato macchine volanti anche molto potenti, e non è affatto detto che sappiano come usarle in modo sicuro e rispettoso delle norme. In Francia si parla di una legge che obbligherà i venditori di droni a fare corsi di formazione ai clienti per tutti i droni superiori agli 800 grammi, negli USA è obbligatorio almeno inserire un foglio con le istruzioni su cosa si può fare e cosa no. In Italia non ci sono norme precise a riguardo, ma a queste sopperisce la sensibilità del venditore. In particolare, TwoDots ha siglato con DronEzine un accordo che permette a Twodots Technology di stampare e dotare tutta la nuova gamma di droni del manuale #iovolosicuromanuale completo e di facile lettura che aiuta nell’utilizzo corretto di un aeromodello. “anche così prosegue quindi l’attività di TwoDots per rendere sempre piu’ facile, divertente e sicuro l’utilizzo dei suoi prodotti” commentano in TwoDots su un post su Facebook.

Come i distributori italiani affrontano il tema di informare i loro clienti sull’uso consapevole e sicuro dei droni? Ne parleremo anche con Maurizio Curioni al DronItaly, venerdì 30 settembre in sala Maserati,  Padiglione C, ore 16-17.30


IN PROVA: TWODOTS GO!!! e FALCON

Parte prima: GO!!!

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A prima vista TwoDots GO!!! assomiglia molto a un Phantom 1, ma la similitudine è solo estetica. In realtà si tratta di un drone semplice, entry level, con motori a spazzole nato per portare in aria una action cam tipo GoPro. Non c’è un gimbal, ma solo un supporto in plastica per ancorare la camera e non c’è il GPS. Il peso è molto contenuto, meno di 600 grammi in ordine di volo, compresa la batteria LiPo da 2000 milliampére a 7,4 volt (quindi 2S) che si alloggia facilmente nella pancia del drone. Apprezziamo che la batteria abbia un connettore standard da aeromodellismo, il che ci consente di caricarla anche con un carichino hobby-grade e non solo con il suo caricatore in dotazione (con trasformatore e spina italiana).
La macchina è fornita già montata, anche con le eliche in posizione. L’unica operazione da fare prima di andare in volo è montare il carrello, di plastica ma robusto, che si fissa con otto viti (in dotazione) e inserire le pile nel radiocomando, 6 AA in tutto.

RADIO
img_20160924_125410La radio è plasticosa, ma tutto sommato elegante e facile da impugnare, di dimensioni standard, dotata di quattro pulsanti piuttosto scomodi da trovare al tatto visto che sono a filo con lo chassis: i più importanti sono il pulsante in basso a destra, che permette di fare acrobazie (flip) in tutte le direzioni, e in basso a sinistra che permette di stabilire la velocià di volo tra le tre disponibili. C’è anche il supporto per uno smartphone, utile se si usano action cam WiFi. Certo che in questo caso la portata del ritorno video sarà davvero scarsa, ma comunque ragionevole se lo si usa indoor. La radio, MODE 2 (gas a sinistra, e dobbiamo farcelo andare bene per forza, il MODE non si può cambiare) è dotata di quattro trim, ma solo tre

Dettaglio delle ogive, eliche e motori a spazzole

Dettaglio delle ogive, eliche e motori a spazzole

(imbardata, rollio e beccheggio) sono veri e propri trim, quello del gas serve per attivare l’orientamento intelligente (headless) se premuta verso l’alto, e per attivare il ritorno a casa se premuta verso il basso. Una cosa che non ci piace granché, a nostro parere un trim è un trim, sarebbe stato molto meglio avere dei pulsanti, o meglio ancora un selettore dedicato a queste funzioni per evitare spiacevoli confusioni durante il volo. Tutti gli stick hanno il ritorno al centro automatico, anche quello del gas. Abbiamo trovato il comando sufficientemente morbido e ragionevolmente preciso, con le molle calibrate correttamente, né troppo dure né eccessivamente morbide. C’è un solo LES sulla radio, rosso: lampeggia quando la radio è accesa e diventa fisso quando l’accoppiamento con il drone è terminato e si può armare.

ARMAMENTO e DECOLLO
ioArrivati sul campo scelto per la prova (come sempre, secondo il regolamento ENAC) una zona non popolata sufficientemente lontana da persone, case, strade. facciamo una verifica che tutto sia a posto, specialmente che le eliche siano integre e montate correttamente (non si sa mai). In dotazione abbiamo anche quattro eliche di scorta, marchiate A e B a seconda del senso di rotazione: quando vanno sostituite attenzione a montare le A sui bracci marchiati A e le B su quelli marchiati B. Per un motivo che ci sfugge le eliche montate sulla macchina sono segnate come A1 e B1, e quelle di scorta A2 e B2; comunque il numero non ha nessunissima importanza, conta solo la lettera. Curiosamente, l’elica pare ballare sul mozzo, chiuso da un dado a ogiva di falso metallo (e vera plastica) quindi occhio a non stringerlo troppo, ma è giusto così. Accendiamo quindi la radio (sempre prima la radio) e poi il GO!!! agendo
sull’interruttore ventrale. Le luci del drone lampeggiano velocemente per qualche secondo, poi parte un lampeggio lento, e possiamo cominciare ad armarlo. Per prima cosa, va portato lo stick del gas prima tutto su poi tutto giù; si sentirà un sonoro doppio beep e le luci diventano fisse sia sulla radio sia sul drone. Prima di armarlo, seguendo il consiglio del manuale, resettiamo i sensori portando entrambi gli stick della radio entrambi tutto in basso e tutto a sinistra: i LED del drone lampeggiano per avvisarci dell’avvenuto reset, poi armiamo portando lo stick di sinistra tutto in basso a sinistra e quello di destra tutto in basso a destra. Le eliche cominciano a girare a bassa velocità, e si può decollare (dopo pochi secondi, se non decolliamo si fermano e bisogna ripetere il passaggio). Il decollo è assistito, basta tirare in su la levetta e la macchina si alza, quando la si molla rimane lì dov’è. Siamo piacevolmente stupiti dalla precisione con cui il GO!!! tiene la quota, pur non avendo sensori sonar.

CROCIERA

Limg_8113a macchina ha tre velocità massime preimpostate, che si comandano attraverso il pulsante in basso a sinistra sulla radio. La velocità 1 è adatta al volo indoor, tenendo conto che comunque il GO!!! ha bisogno di uno spazio ragionevolmente grande e sgombro per volare, non è una buona idea cercare di volare in casa. La 2 a nostro avviso è il miglior compromesso per ottenere immagini fluide in esterno, mentre la 3 è più adatta a volare per divertimento o per fare riprese molto dinamiche, tenendo conto che non avendo un gimbal, è bene non pestare troppo sull’acceleratore per evitare eccessive inclinazioni della camera, che porterebbero a un video poco fluido e al rischio di far venire il al di mare allo spettatore. Il pulsante se premuto per tre secondi diventa un terminatore di volo, anche se non adatto agli scopi Enac (che comunque riguardano solo i SAPR, quindi i droni usati per lavoro) visto che non è su una frequenza diversa da quella di comando, ma è utilissimo nel caso in cui la macchina non sia più controllabile e rischia di fare danni. Premendo il terminatore i motori si spengono e il drone cade come un sasso.  Il drone in volo ci ha fatto un’ottima impressione: bello stabile, fluido, anche divertente quando si imposta la velocità 3. L’unica cosa è che in una bella giornata di sole non è facile vedere le luco e quindi capire come è orientato, e la cosa ci ha creato qualche imbarazzo. Ma niente di grave, ci sono tecniche molto efficaci per capire come è orientato un drone: la più semplice è disegnare cerchi usando insieme timone e alettone, così si capisce subito dov’è la prua e si riprende l’orientamento. Volendo si possono anche fare acrobazie, i flip: per farli si preme il pulsante in basso a sinistra sulla radio, poi si decide con lo stick destro della radio da che parte si vuole volteggiare. Vengono come sempre una cosina così, ma i quadricotteri non sono nati per fare le acrobazie, poi c’è chi li apprezza ed è giusto che ci sia.

ATTERRAGGIO

L’atterraggio non è proprio automatico, ma ci manca poco. Si tira la levetta verso il basso e il drone scende fino a posarsi delicatamente. Se la zona scelta per l’atterraggio è compatta, atterra molto bene; se c’è erba alta attenzione a non danneggiare le eliche sbattendo contro gli steli d’erba. Che tra l’altro hanno la spiacevole abitudine di farsi mangiare dagli ingranaggi di riduzione tra motore ed elica.  Inoltre sull’erba a volte il drone saltella perché non capisce di essere atterrato, ma è più colpa del pilota che sua.

Il prezzo si aggira intorno ai 140 euro, a seconda del negozio.
Autonomia: 15 minuti circa

Parte seconda: FALCON

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io2Il Falcon è un piccolo drone da indoor, con eliche protette, estremamente leggero (135 grammi in ordine di volo) capace anche di cavarsela all’aperto. Ha una batteria LiPo a cella singola da 650 mAh sufficiente per una decina di minuti di volo abbondanti (nella confezione ce ne sono due) e riprende attraverso una camera integrata HD (720p) che può essere controllata dalla radio, nel senso che si può cominciare e terminare le riprese e scattare foto a comando.

RADIO
radiofalconIl radiocomando, a 2,4GHz, è piccolo ma comunque pratico da tenere in mano. E ha persino un monitor LCD molto utile per tenere sotto controllo lo posizione dei trim, lo stato di carica della batteria e verificare se la funzione ripresa è attiva o no. Dalla radio si comandano le riprese e le foto attraverso due pulsanti separati e chiaramente indicati dalle icone. Per volare servono quattro pile AA (non comprese nella confezione). Dalla radio si controlla anche la velocità massima che può prendere il drone: di default è impostata al 40%, ma con il pulsante in alto a sinistra del controller si può salire al 60 o al 100%. Per i voli indoor il 40% basta e avanza. Il tasto destro consente invece di attivare la funzione headless e anche il ritorno a casa automatico, come sempre piuttosto impreciso nei droni senza GPS. Gli stick sono in MODE 2, non modificabile,

VOLO
img_8176Non è necessario armare il drone: si da gas e decolla. La prua è chiaramente indicata dai LED rossi e dalle eliche colorate. Leggero com’è, all’esterno il Falcon sente parecchio il vento, ma ha una riserva di potenza tale che riesce a contrastare anche brezze moderate. L’atterraggio non è assistito, bisogna farlo a stick, ed è la cosa più (relativamente) complessa da imparare. Non essendoci barometro non c’è nemmeno nessuna assistenza al mantenimento della quota durante le virate, quindi bisogna sostenere un pochino cl cabra la macchina durante le manovre, per evitare di perdere quota, e non è facilissimo fare l’hovering per i selfie aerei, ma dopo un po’ ci si prende la mano. Esagerando può capitare di perdere completamente il controllo, entrando in assetti che giroscopi e accelerometri non riescono a controllare. Ma niente paura, un poco ondeggiando il drone scenderà delicatamente a terra a mo’ di foglia morta e non si farà nemmeno un graffio.

RIPRESE VIDEO

Un fotogramma ripreso dalla camera di bordo del Falcon

Un fotogramma ripreso dalla camera di bordo del Falcon

Il fatto che la camera abbia una risoluzione HD non significa certo che sia una camera professionale. Anzi. In effetti quella del Falcon è comunque una discreta camera per fare riprese e filmini privati, o magari per vedere se le tegole del tetto sono a posto, e facciamocene una ragione se ENAC non è d’accordo (sulle tegole, sui filmini privati non può ridire proprio nulla). Come sempre accade sui droni low cost, le riprese sono afflitte dai classici disturbi ad onda che dipendono dai campi magnetici dei motori e sono quindi particolarmente difficili da eliminare. I colori comunque sono saturi, le immagini ragionevolmente definite e insomma per divertirsi va più che bene. La cosa difficile è fare delle belle inquadrature ferme: tra la mancanza di sensori di quota e la leggerezza che lo lasci in preda a ogni alito di vento, le riprese tendono ad essere molto ballerine. Ci vuole pratica  e mano ferma per fare delle riprese interessanti.

AUTONOMIA: Circa 10 minuti
PREZZO: Circa 95 euro da Amazon

 

 

 

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