Australia: nuove regole per i micro droni professionali

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Da fine settembre sono entrate in vigore in Australia nuove regole per i droni professionali. Le novità riguardano soprattutto la nuova categoria di micro droni professionali, ossia quelli con peso compreso tra 100 grammi e 2 chili, ai cui operatori la CASA (Civil Aviation Safety Authority) non richiede più il certificato di operatore RPA o una licenza di pilota remoto.

Gli operatori professionali di micro droni dovranno invece comunicare alla CASA la loro intenzione di volare (ovviamente sempre e solo nelle aree autorizzate) almeno cinque giorni prima del loro primo volo, dichiarando di accettare di volare secondo le “condizioni operative standard” o comunque seguendo le regole di sicurezza generali, che in maniera molto simile a quelle americane includono volo a vista sotto i 400 piedi di altezza (circa 122 metri), a distanza di sicurezza da aeroporti, persone e infrastrutture specifiche. La comunicazione, che può essere fatta compilando un form online dove si possono selezionare fino a 50 località, ha una validità di due anni.

Se da un lato le nuove norme favoriscono enormemente l’attività di molti operatori, d’altro canto la CASA invita comunque i piloti a prendere una licenza, ricordando che non essere in possesso di un ReOC, ossia un certificato di operatore professionale, limita le operazioni a droni molto piccoli e ad aree molto ristrette, senza considerare che rende difficile ottenere un’assicurazione, con la conseguenza che il pilota resta l’unico responsabile in caso di incidenti e di fatto viene penalizzato, di fronte ai clienti, rispetto agli operatori certificati ed assicurati. Una novità a doppia faccia, insomma, una delle quali è però destinata a cadere non appena le compagnie assicurative adegueranno la loro offerta al nuovo regolamento, studiando apposite condizioni per gli operatori dei micro droni.

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