Australia, niente patentino per i droni sotto i due chili usati per lavoro

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CASA, l’Enac australiana, sfida la lobby dei piloti d’aeroplano e toglie l’obbligo del”patentino” per i SAPR (cioè i droni professionali) sotto i due chili. Parliamo solo di droni usati per lavoro perché per volare per hobby, in Australia come in Italia, non c’è nessun patentino e nessun obbligo (salvo quello di rispettare le regole dell’aeromodellismo).

La deregulation australiana assomiglia a quella dei nostri SAPR sotto i 300 grammi: anche in Australia, come in Italia, i droni superleggeri potranno volare per lavoro senza l’obbligo di frequentare una scuola di volo, ma restano comunque SAPR e quindi gli operatori dovranno essere riconosciuti da CASA e le operazioni specializzate dovranno comunque essere notificate all’Authority australiana, pena pesanti sanzioni. Il limite dei due chili comprende tutti i più conosciuti e diffusi droni prosumer, a cominciare dai popolarissimi DJI Phantom (tutti attorno al chilo e mezzo di peso al decollo).

Ancora più imponente la liberalizzazione dei droni agricoli, certamene facilitata dalle enormi estensioni di campi australiani in zone quasi deserte: niente patentino fino a 25 chili, in pratica parliamo di tutti i droni comunemente intesi, senza eccezione.

Alla liberalizzazione si oppongono con decisione i piloti di aeroplani, ricordando i molti (a loro detta) mancati incidenti tra droni e aeroplani o elicotteri nei cieli australiani, compreso un episodio tutto da verificare dove un drone sarebbe passato a un centinaio di metri da un aereo civle, sempre che non sia una delle tante castronate riportate dai piloti, come quella del drone di Heathrow che poi si è scoperto essere un sacchetto di plastica portato dal vento. CASA ha presentato le nuove regole il 29 settembre scorso, in nome del “tagliare il nastro di partenza” e lasciar decollare in pace l’industria dei droni civili nel continente. Con buona pace dei sindacati dei piloti, che protestano e prospettano scenari da incubo, con – a detta loro – il rischio di piloti di droni senza patente che volano a 4000 piedi, cioè circa 1200 metri. Non è dato di sapere dove nasce questa convinzione dei colleghi manned, ma tant’è. Intanto l’Australia  si apre ai droni, all’innovazione e al futuro. E un portavoce del Ministero dei Trasporti rispedisce al mittente le critiche dei piloti, ricordando loro che c’è ancora la proibizione di volare senza autorizzazione a meno di 5,5 km dagli aeroporti. La multa per chi lo fa è di quelle che fan passare la voglia di fare i furbi: 9 mila dollari australiani, più di 6 mila euro.

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