L’Iran svela Saegeh, drone derivato dal Sentinel americano

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Se pensate che i droni militari siano una tecnologia quasi esclusiva degli Usa, allora vi sbagliate. Non solo perché anche Europa, Russia e Asia hanno i loro velivoli, ma soprattutto perché – un po’ a sorpresa per molti – persino l’Iran sembra avere i suoi assi nella manica in questo campo.

Pochi giorni fa il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante delle Forze Aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha presentato a Teheran il Saeqeh, nuovo drone a bassa osservabilità che, secondo il generale “È in grado di colpire simultaneamente fino a quattro bersagli con bombe intelligenti e con millimetrica capacità”. La nuova arma in forza all’esercito iraniano non è altro che l’ultimo modello della classe Simorgh, la versione iraniana del Sentinel RQ-170 degli Stati Uniti.

Una tecnologia così avanzata non deve sorprendere, perché è ormai dai lontani anni Ottanta che l’Iran persegue un programma di autosufficienza militare, e che con una certa frequenza annuncia al mondo la disponibilità di armi sofisticate come jet da combattimento, carri armati, missili, sottomarini, siluri e anche droni. Resta il fatto che in alcuni casi questi mezzi non hanno mai visto realmente la luce, dal momento che erano dei semplici mock-up realizzati a scopi propagandistici. Non sarebbe assurdo immaginare che anche il Saeqeh appartenga al gruppo di queste fantomatiche armi, sebbene durante un’intervista a Simanews.ir il generale Amir Ali Hajizadeh abbia offerto numerosi dettagli sul modello.

D’altronde l’Iran ha sempre sostenuto di aver abbattuto nel corso degli ultimi anni decine di droni statunitensi. Tra questi, a quanto sembra, anche uno dei famosi Rq-170 Sentinel americani, abbattuto – ma non distrutto – e infine decodificato, anche se il Pentagono ha più volte dichiarato che, in virtù dei protocolli di sicurezza inseriti nei droni che operano in territorio ostile, non sarebbe possibile svelare la tecnologia dei Sentinel.

Difficile capire dove sia la verità quando nella stessa storia compaiono la CIA e il regime di Teheran. Se però è plausibile che gli iraniani siano riusciti a mettere le mani su un Sentinel, di certo c’è che gli iraniani vantano una notevole esperienza nel campo della reingegnerizzazione, in gran parte dovuta proprio alle competenze acquisite grazie alle collaborazioni con gli Usa, in tempi in cui i rapporti tra i due paesi erano ottimi.

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