Hero 5, la GoPro che vuol tornare a volare

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In concomitanza con la presentazione del drone Karma, GoPro lancia anche le telecamere Hero5 che si suppone dovrebbe essere usata insieme al quadricottero californiano. I modelli sono due, Hero5  Black e Hero Session 5, la prima di dimensioni comparabili a quelle della popolare Hero 4 (anch’essa compatibile con il Karma) e la seconda di dimensioni micro, come la precedente Hero Session.

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Monitor e niente riprese a botte
gopro-hero5-preview-black-10La prima novità che salta all’occhio tra la Hero 5 e la “vecchia” Hero 4 è presenza del monitor touch screen da due pollici della nuova GoPro. Molto scenografico e indubbiamente comodo, permette di cambiare le impostazioni di ripresa, visualizzare l’anteprima, rivedere scatti e video, tagliare le registrazioni col tocco di un dito, ma la cosa che più aspettavano i piloti di droni era un formato di ripresa non a botte, con le evidenti distorsioni dell’immagine dovuta al grandangolo. Ed è arrivata: entrambe le Hero 5   introducono il formato di ripresa “Linear”, che è ha un campo di ripresa più grande del “Narrow” ma con l’effetto occhio di pesce molto ridotto. Probabilmente, a parte i gusti personali e le necessità creative, il miglior compromesso per le panoramiche volanti. Però la registrazione alla massima risoluzione, 4k, è possibile solo in modalità Wide a 25 o 30 frame al secondo, oppure SuperWide a 24 frame al secondo sulla Hero 5, mentre per la Session il 4k (25 o 30fps) è possibile solo in wide. In compenso, in full HD untitledentrambe le camere arrivano a fare riprese ad alti fps in tutte le aperture di campo, quel che serve per fare riprese al rallentatore. In particolare, fino a 60 fps per la Hero 5, che diventano ben 120 in wide e narrow mode, mentre per la Session 5 il frame rate massimo è 90 fps ottenibile in wide, per gli altri mode il limite è 60 fps. Volendo un rallentatore ancora più estremo bisogna scendere di risoluzione fino al comunque dignitosissimo 720p, in questo caso la Hero 5 arriva a ben 240fps in narrow e 120 negli altri mode, mentre la nuova Session arriva a 120 fps in wide. Per le foto, Hero 5 arriva a 12 megapixel, Session a 10. Usandole per scattare foto in sequenza si arriva all’eccezionale rateo di 30 fotografie al secondo su entrambe le camere. Solo la Hero5 supporta i formati RAW, utili ai professionisti che devono fare post processing sofisticato, ed è disponibile sia per l’audio sia per il video.

IN VOLO
kmEntrambe le camere sono waterproof senza bisogno di case subacqueo, e possono spingersi nude fino a 10 metri di profondità. Non che il Karma sia un drone anfibio, ma è lo stesso un ottima cosa in caso di atterraggi non desiderati nell’acqua; magari non salveremo il drone, ma il payload (e relativa registrazione) sì. Inoltre, per smorzare le vibrazioni, dove non arriva il gimbal del Karma aiuta la stabilizzazione elettronica delle immagini di entrambe le nuove GoPro. Certo, una stabilizzazione ottica sarebbe stata meglio ancora, ma è comunque efficace. Il microfono di entrambe ha un sistema di riduzione del rumore del vento, ma chiaramente non di quello delle eliche, quindi apprezzeremo la qualità dei microfoni solo a terra, in volo l’audio serve davvero a poco.
Invece una funzione che sarà utilissima a chi fa operazioni specializzate è la possibilità di taggare le immagini con le coordinate GPS, una funzione che c’è solo sulla Hero 5 e manca sulla Session. I professionisti apprezzeranno anche che la Hero 5 è anche l’unica GoPro ad avere una batteria rimovibile, giusto per non rimanere senza corrente proprio in mezzo a un lavoro. Entrambe le camere hanno anche controlli vocali, che per l’uso aereo non serve davvero a nulla. Ma è bello lo stesso.

La si trova a 430 euro (Hero5 black) e 330 euro (Session)

 

 

 

 

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