Droni: arrivano le linee guida ENAC per ottenere il certificato di progetto

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Con il certificato di progetto, operatori e piloti di SAPR (cioè i droni usati per lavoro) non devono più passare attraverso la fase sperimentale e la creazione “in casa” dei manuali necessari per poter lavorare con il loro drone: lo comperano già pronto e possono usarlo direttamente per lavoro. Ma finora in Italia c’è un solo drone che ha il certificato di progetto.  Ora che ENAC pubblica le linee guida, c’è da auspicare che molti altri produttori certifichino i loro droni per facilitare i loro stessi clienti nel volo professionale.

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Per poter produrre droni con Certificato di Progetto, occorre una organizzazione non indifferente, a cominciare da una figura chiave, il Responsabile del Progetto, che deve assicurare che il prodotto rispetti tutte le prescrizioni ENAC, Inoltre l’Aziend dovrà dotarsi di due strutture, una dedicata alla Progettazione ed una alla Produzione.In sostanza, ci vogliono almeno due figure professionali:

Responsabile del Progetto,
Responsabile del Controllo di Qualità.

Queste figure possono coesistere nella stessa persona solo nel caso di droni con peso massimo al decollo inferiore a 2 kg (inoffensivi o meno). E’ necessario che l’ Organizzazione del Costruttore SAPR si doti di un Manuale dell’ organizzazione dove vengono dettagliate informazioni sull’Organizzazione e le procedure che ne regolano l’attività di progettazione e produzione.

Certificato di progetto per Phantom e simili? Perché no?
Enac di fatto invita i produttori stranieri come DJI, Parrot, Yuneec e compagnia, che producono droni sotto i due chili, ad ottenere i Certificati di Progetto: per far ciò, Enac suggerisce la figura di un Costruttore Nazionale che “che si faccia carico di progettare e produrre tutte le necessarie modifiche da apportare ad un sistema SAPR già esistente, al fine di rendere il prodotto finale conforme ai requisiti richiesti”: in pratica, se l’importatore, o un grande distributore, o lo sesso produttore straniero che abbia una sede in Italia può certificare che i suoi droni rispettano la normativa ENAC e possono quindi avere il Certificato di Progetto, eventualmente modificandolo dove necessario. In questo caso, avvisa l’Authority,  il Responsabile del Progetto del Costruttore per svolgere le sue funzioni può avvalersi del supporto e collaborazione del Costruttore estero, attraverso la stesura di accordi formali che potranno essere sia a livello di progettazione che produzione.

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