Tutti pazzi per i droni ripieghevoli: dopo un anno di attesa, spicca il volo Passport

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Mentre i colossi DJI e GoPro si scontrano per accaparrarsi la fetta più grande possibile del nascente mercato dei droni pieghevoli, i cosiddetti droni da selfie, decolla un progetto interessante che avevamo visto già lo scorso anno sotto forma di prototipo: l’Hover camera, che ora si chiama Passport.


Hover Camera ce l’ha fatta. Arriva oggi sul mercato il suo drone ripieghevole, grande come un libro tascabile, ma dotato di telecamera a 4k e soluzioni molto intelligenti, come le eliche totalmente protette con le quali è davvero difficile farsi male, bisognerebbe proprio andarsela a cercare. Si chiama Passport, e negli USA costa 549 dollari, un prezzo a nostro parere alto ma tutto sommato ragionevole per un drone di questa classe.

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Il drone si basa sulla piattaforma Snapdragon di Qualcomm, e la camera da 13 megapixel come dicevamo può riprendere filmati in 4k. Il peso è sotto il limite massimo per la registrazione obbligatoria alla FAA americana, 249 grammi, ed avendo le eliche protette da una robusta griglia in carbonio  in Italia parrebbe a prima vista un ottimo candidato per essere usato come SAPR sotto i 300 grami, che significa poter lavorare anche in città senza bisogno di patentino e senza troppa burocrazia, visto che per queste macchine tutte le operazioni specializzate sono sempre non critiche, in ogni scenario. Ma il problemIno, anzi, il problemone è  che il raggio d’azione è davvero minuscolo: la macchina si controlla attraverso uno smartphone, non ha radiocomando, quindi riteniamo che possa allontanarsi giusto una ventina di metri dal cellulare. Un po’ pochino, questo limita di molto l’uso, più che per fare selfie non ci sentiamo di consigliarlo. L’autonomia è 10 minuti, discreta, e la velocità 30 km/h, fin troppo.

hover-camera-passport-packageDecolli e atterraggi sono automatici, e pure semplicissimi, lo si molla per aria e lui si mette in hovering, lo si prende in mano e le eliche si spengono. Automatico è ovviamente il riconoscimento del volto per fare i selfie al volo, e l’inseguimento del soggetto per tenerlo al centro della scena. Insomma, un giocattolo costoso ma interessante. Peccato davvero per il raggio d’azione paurosamente corto. Il drone è venduto insieme al case per trasportarlo, minimal e un po’ anonimo, ma pratico.

 

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