GoPro si rende conto che il Karma non è abbastanza innovativo. E corre ai ripari

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La mancanza nel Karma  di funzioni ormai acquisite nel campo dei droni per videoriprese, come Follow Me ed evitamento degli ostacoli, rende ancor più dura per GoPro la missione di inserirsi da protagonista nel mercato dei droni prosumer, che pure è diventata una questione di primaria importanza dopo il flop di Solo, l’unico drone relativamente diffuso che ancora scommetteva sulle action cam californiane.

Il Karma in volo

Il Karma in volo

Karma, il drone ripieghevole che GoPro ha da poco presentato e arriverà verso fine mese, è un tassello fondamentale nella strategia di GoPro: progettato per essere completato con le nuove action cam Session 5 e soprattutto Hero 5 (la prima GoPro che supporta il formato RAW e ha uno schermo LCD da due pollici), è l’ultima carta che l’azienda californiana può giocare per tornare nel ricco mercato delle riprese aeree, dal quale è stato estromessa dalla decisione di DJI e Yuneec di non supportare più le camere GoPro ma di sviluppare in proprio anche la parte video dei loro droni. Era urgente tornare a volare, ed è diventato urgentissimo dopo il tonfo dell’ultimo grande produttore che ancora credeva in GoPro (o meglio, a nostro parere, che non aveva le risorse per farsi la parte video in casa), 3DR, affondata dal flop del suo drone Solo.

 

Il concorrente, DJI Mavic

Il concorrente, DJI Mavic

Non si può dire che GoPro si sia buttata a rotta di collo nell’impresa. Anzi, se l’è presa comoda. C’è voluto più di un anno dall’annuncio alla presentazione sul mercato, ma il guaio è che il drone che ne è scaturito non sembra sufficiente a fronteggiare la concorrenza di un altro drone ripiegabile che sta debuttando sul mercato in queste ore, il Mavic di DJI, che – almeno sulla carta – è superiore sotto ogni aspetto al drone americano. Con l’incognita della parte video, visto che ancora non sappiamo come vadano le Hero e le Session di quinta generazione, però il Mavic è più leggero, più veloce, ha più autonomia, ha un raggio d’azione almeno doppio se non di più risetto al Karma. Persino il gimbal è migliore, sempre sulla carta, avendo un angolo di tilt che può salire anche di 30° in positivo, mentre il Karma al massimo arriva al alzo 0, e se non bastasse può anche ruotare mentre quello del Karma no. Il prezzo sostanzialmente è uguale, visto che il Mavic costa 1200 euro circa mentre per il Karma servono 850 euro più circa 400 per la GoPro. 
E soprattutto, il Mavic DJI ha un software molto più potente del concorrente.

Mavic versus Karma

  GoPro Karma DJI Mavic
Peso 1006 g 750 g
Autonomia 20 minuti 27 minuti
Raggio d’azione 3 km 7 km
Velocità 55 km/h 65 km/h
Video GoPro Hero 5, Session 5, Hero 4 riprese 4k, ritorno video 1080p Full HD
Gimbal Tilt -90°-0°, senza pan Tilt -90°+30°, con pan
Prezzo 870 euro senza camera 1200 euro con camera

 

Woodman

Nick Woodman, CEO di GoPro

Proprio il software può rivelarsi il vero tallone d’Achille del Karma. Che manca delle due caratteristiche più di moda, e  a nostro avviso più importanti, che non possono proprio mancare in un drone di successo: un sistema anticollisione e il follow me. E’ stato lo stesso Woodman, Ceo di GoPro, ad ammettere questa lacuna:  “Al lancio il Karma non avrà né l’evitamento degli ostacoli né il follow me” dichiara il giovane miliardario, ma attacca: “A nostro avviso queste tecnologie ancora non garantiscono abbastanza valore ai consumatori. Quindi abbiamo preferito investire sulla versatilità, sulla portabilità e sulla convenienza del Karma”.

Parole che suonano come un’ammissione di sconfitta, visto che il concorrente costa uguale, quindi sulla convenienza siamo al pareggio, ma è più piccolo e leggero e quindi più portatile. Quanto alla versatilità la fa il software, quindi pure in questo campo non c’è margine per Karma di battere sul campo il Mavic.

Mentre il capo difende le scelte aziendali, i tecnici lavorano per cercare di colmare il gap con il Mavic. Il responsabile dei droni GoPro, Pablo Lena, in un’intervista al portale americano Engaget rivela che “c’è un team che lavora a tempo pieno sull’evitamento degli ostacoli”. E già nel settembre 2015 GoPro aveva acquisito un’azienda piuttosto poco conosciuta, Skybotix, che dovrebbe essere esperta proprio nei sistemi di navigazione automatica per droni; ma evidentemente non è bastato.

Portatile, ma fino a un certo punto: il Mavic pesa di meno, e sulle spalle due etti e mezzo in meno si sentono.

Portatile, ma fino a un certo punto: il Mavic pesa di meno, e sulle spalle due etti e mezzo in meno si sentono.

Il problema è spinoso: GoPro si trova al lancio con una macchina che sul piano dei contenuti tecnici non è all’altezza del concorrente, e ha bisogno di tempo per sviluppare feature ormai consolidate ne campo dei droni consumer: non solo DJI, ma anche Yuneec, ha sistemi anticollisione e funzioni follow me. Poi va considerato che se il follow me non è poi così complesso e anche dronetti da 300 dollari ce l’hanno, è solo questione di software e algoritmi e dunque si potrà facilmente implementare anche sulle macchine già sul mercato, il rilevamento e evitamento degli ostacoli richiede sensori e camere aggiuntive che difficilmente potranno essere offerte come upgrade dei Karma di prima generazione. E per un drone relativamente pesante come il Karma sarebbe pericoloso un follow me senza evitamento degli ostacoli. Due funzioni che lavorano insieme e che sono cruciali proprio nel campo dove Karma deve ritagliarsi la sua fettina di cielo, e cioè il mercato dei fotoamatori evoluti e dei fotografi professionisti, utenti che hanno bisogno di droni intelligenti, visto che devono muoversi in set complessi, molto più di chi fa per esempio agricoltura dove in fondo dell’evitamento degli ostacoli e del follow me si fa tranquillamente a meno: il drone agricolo deve solo seguire un percorso automatico su un campo di grano e non occorrono fronzoli digitali per far ciò. Se c’è un albero in mezzo al campo, basta passarci attorno col dito mentre si pianifica la missione automatica.  Woodman sa benissimo che deve rincorrere, il problema è che non sa quanto tempo gli ci vorrà per implementare queste funzioni. Tecnicamente, non è banale per nulla: Yuneec e DJI per evitare gliostacoli hanno avuto bisogno dell’aiuto di Intel, Karma deve cominciare da zero. E non sappiamo quanto tempo gli ci vorrà per arrivare ai risultati dei concorrenti. Quel che è certo è che mentre GoPro insegue, DJI e Yuneec difficilmente staranno fermi.

Nel filmato, una impressionante demo dell’evitamento degli ostacoli e follow me del Mavic Pro DJI 

DJI Mavic Pro – ActiveTrack & Obstacle Avoidance (high winds) from Visual Aerials on Vimeo.

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