Droni: il volo automatico è legale per tutti, hobbysti e professionisti

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Una leggenda urbana che circola tra aeromodellisti e appassionati di droni è che in Italia non sia legale usare funzioni di volo automatico come il Return to Home, il volo per waypoint controllato dal GPS o il Follow Me.
Si tratta di una falsa credenza, né il regolamento ENAC né tantomeno il Codice della Navigazione hanno nulla da obiettare sul volo automatico, che è ben diverso dal volo autonomo, quello sì al momento proibito: nel volo automatico il pilota è presente e può in ogni momento prendere il controllo del drone, nell’ipotetico volo autonomo il piota non c’è proprio e il drone fa tutto da solo la sua missione.

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Fabrizio D’Urso, ENAC: “Per il regolamento, il volo automatico è un normale volo a vista”



Naturalmente il volo automatico per essere legale deve avvenire nei limiti del regolamento ENAC: quota massima 70 metri (oltre se si ha l’Attestato di Aeromodellista rilasciato dall’Aeroclub d’Italia) e massima distanza dal pilota 200 metri. Ne parliamo con l’ingegner Fabrizio D’Urso, Responsabile Funzione Organizzativa Coordinamento Omologazioni di ENAC.
“Tecnicamente, il volo automatico e quello autonomo sono la stessa cosa” dice D’Urso, “e quasi tutti i droni di oggi possono volare in modo automatico seguendo per esempio una rotta disegnata su un tablet. Ma nella catena di comando del volo automatico c’è un pilota che può intervenire in ogni momento sulla condotta del drone, al limite anche decidendo di farlo precipitare se non è più possibile riprenderne il controllo. Nel volo autonomo invece il pilota non c’è proprio, e il drone fa la sua missione da solo, seguendo la rotta che è stata impostata”.

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Follow Me, una sofisticata funzione di volo automatico

Ma allora perché il volo autonomo è consentito, pur nei limiti dell’usuale volo di Sapr e aeromodelli, mentre quello autonomo no? “Una ragione è legale” risponde D’Urso, “Il Codice della Navigazione attribuisce la responsabilità del volo alla figura del pilota. Mancando questa figura, bisogna vedere dal punto di vista legale a chi attribuire la responsabilità della navigazione. Ma c’è anche una ragione tecnica: è intuitivo che senza il pilota bisogna che il volo autonomo arrivi a garantire standard di sicurezza più stringenti e severi di quelle del volo automatico, proprio perché manca un uomo che alla bisogna possa intervenire. Vanno ancora definite le regole e quale deve essere l’affidabilità del sistema per poter affrontare missioni autonome. E sarà necessario modificare il Codice della Navigazione”.

Vogliamo quindi tranquillizzare gli aeromodellisti (e i piloti di SAPR) e dire loro che finché il volo si svolge sotto il loro vigile controllo e sono in grado di riprendere i comandi del drone, possono tranquillamente divertirsi con il volo automatico?
“Sì, per il regolamento il volo automatico è un normale volo Vlos (volo a vista, ndr), quindi permesso anche agli aeromodellisti”.

Nel filmato in apertura, l’intervista completa all’ingegner D’Urso

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