Una email malvagia può sabotare un drone

0

Curioso esperimento all’Università dell’Alabama: usando le classiche tecniche di phishing i ricercatori sono riusciti a sabotare l’elica stampata 3D di un Phantom DJI sostituendo il file originale di stampa con uno modificato in modo da indebolire l’elica. Come si vede nel filmato qui sopra, dopo un paio di minuti di volo l’elica ha ceduto e il drone è caduto.

I ricercatori non hanno attaccato direttamente la stampante 3D, cosa estremamente complessa e senza alcuna garanzia di successo, ma sono andati direttamente alla fonte, usando come bersaglio il computer che ospita i file di stampa dell’elica.

damageLa modifica è decisamente subdola e ad occhio nudo non si riesce a capire che l’elica è stata sabotata, come si può vedere dalla foto a sinistra. L‘ esperimento di laboratorio si chiama Dr0wned – Cyber-Physical Attack with Additive Manufacturing, e non sapremmo dire quanto possa essere davvero pericoloso nella realtà. Le eliche stampate 3D non sono molto efficienti, a causa dei limiti di risoluzione di questa tecnologia, e richiedono comunque parecchio lavoro di rifinitura. Quindi il gioco non sempre vale la candela, ci sono ma non sono molto diffuse.  Ma certamente la dimostrazione è inquietante, e per chi fa droni in casa sarà meglio che verifichi bene non solo le eliche ma in generale tutti i dettagli strutturali del suo robot volante.

E soprattutto, attenzione alle email furbette, non apriamo la porta del nostro drone agli sconosciuti.

pp

1324 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: