“Una decisione che spedisce la Svezia all’Età della Pietra”. Furenti reazioni al ban dei droni con telecamera

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Associazioni e aziende non ci stanno, e criticano violentemente la sentenza pazza che proibisce in Svezia il volo dei droni con telecamera, se non per ragioni di sorveglianza.

Com’è noto, da qualche giorno in Svezia è proibito volare con i droni con telecamera, a seguito della decisione della Corte Suprema Amministrativa svedese che considera i droni alla stregua di telecamere di sorveglianza, e quindi ne subordina l’uso a un permesso speciale e solo per la prevenzione del crimine e la sicurezza. Una sentenza che pare in contrasto con il corpus del diritto svedese, che non ha nulla da obiettare alle riprese private e professionali fatte con altri strumenti, come telecamere e cellulari. E nemmeno alle riprese aeree da aeromobili manned.

“Ciò mette fine a qualsiasi business legale fatto con riprese video da droni” tuona Johan Lindqvist, portavoce dei UAS Sweden, associazione dei professionisti dei SAPR. “Ciò significa che i lavoratori dovranno andarsene a casa. Queste regole spediscono la Svezia all’età della pietra, invece di essere una delle nazioni europee leader in questo settore. Non ci saranno più lavori con droni in Svezia, gli sviluppatori non potranno testare i loro apparecchi, gli operatori non potranno fare riprese. Tutto ciò è cominciato venerdì scorso, ma scommettiamo che darà molto da pensare“. E Gustav Gerdes, sempre di UAS Sweden, fa i conti: saranno 5 mila i posti di lavoro a rischio. Protestano perfino gli agenti immobiliari, che non potranno più fare riprese dall’alto delle proprietà da mettere in vendita: “E’ molto triste”, dice Johanna Gavefalk, dell’agenzia Svensk Fastighetsförmedling: “I nostri clienti avranno molto da perdere. E avrà effetti devastanti sull’intera industria” dice, promettendo ricorsi.

In vista una soluzione politica?
Possibile che in una nazione civile e avanzata come la Svezia basti una sentenza per bloccare un’intera industria? Ovviamente no, e la parola passa ai politici. Il partito liberale, all’opposizione, ha chiesto al Governo di legiferare in fretta per risolvere l’impasse. “Il governo deve intervenire urgentemente per assicurarsi che la legge sia cambiata” scrivono il parlamentari dell’opposizione, “i droni stanno diventando parte naturale dello spazio aereo. questa sentenza colpisce duro”. Ma se anche una soluzione arriverà, arriverà tardi, tagliando fuori la Svezia dalla rivoluzione dei robot volanti. “Questa regola è stata fatta al livello più alto” dice ancora Lindqvist. “Può essere sovvertita solo da una decisione di una corte europea o una nuova legge. ma ci vorranno ancora due anni”.
E intanto questo Natale niente droni sotto l’albero in Svezia. Chissà cosa ne pensa Babbo Natale, che abita giusto lì vicino.

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