Così i droni stanno aiutando l’Italia a rimettersi in piedi dopo i terremoti

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Un altra scossa nella notte, crolla anche la basilica di San Benedetto di Norcia. Lo sciame sismico che dallo scorso agosto continua a devastare il centro Italia mobilita tutta la comunità italiana dei droni. Non solo pompieri e protezione civile, ora si muove anche l’esercito. Intanto il dolore e la devastazione visti dal cielo commuovono il modo, in quella che ha il dubbio onore di essere la prima catastrofe naturale ad essere  mostrata in mondovisione dall’alto.

ravenPrima ancora della scossa di questa mattina, l’esercito era in allerta per rispondere a eventuali richieste della Protezione civile. Alcuni droni militari Raven, piccoli aerei robot ad ala fissa dotati di visione notturna sono stati portati in zona per il sorvolo aereo delle aree colpite, dove già operano i droni dei vigili del Fuoco e della protezione civile. Nelle zone colpite dal sisma c’è una NoFly Zone, è vietato volare a tutti se non ai droni dei pompieri, dei soccorritori, dell’Esercito e della protezione civile, per cercare di tamponare lo sciacallaggio mediatico di voli non fatti per dare una mano ma per lucrare sulle immagini. Che pure prolifera, e in tutto il mondo arrivano le terrificanti immagini del sisma.



“Chi davvero vuole dare una mano, deve mettersi a disposizione dei soccorritori e attendere una chiamata, se ce ne sarà bisogno” ci dice Pietro D’Intino, della scuola Volandia di Penne, in Abruzzo, a un’ottantina di chilometri dalle zone colpite dal sisma. “Noi l’abbiamo fatto, e se ci sarà bisogno dei nostri droni, siamo pronti a intervenire”. (il numero della Protezione Civile è 800 840 840).  Oltre a documentare i danni e eventualmente aiutare le squadre a terra a cercare sopravvissuti, uno degli usi più importanti dei droni nel post terremoto è quello di creare ricostruzioni tridimensionali degli edifici danneggiati senza mettere a rischio operatori sul terreno che senza la vista dall’alto del drone dovrebbero muoversi in zone ad alto rischio di crolli. 

Terremoto in 3D per soccorsi e ricerca
Subito dopo il sisma di agosto, per esempio, un team statunitense della Brigham Young University e il Geotechnical Extreme Events Reconnaissance Association (GEER) hanno ripreso con un drone immagini ad altissima risoluzione (50 gigabytes) per ricostruire le zone colpite, e le hanno messe a disposizione dei soccorritori e degli scienziati. In questo modo i primi hanno potuto capire subito non solo come raggiungere le case dove potrebbe esserci qualcuno sotto le macerie, evitando le strutture pericolanti, e i secondi hanno dati

I danni alla scuola di Amatrice

I danni alla scuola di Amatrice

tridimensionali per capire perché sono crollati gli edifici, quali sono stati i punti deboli che hanno innescato il crollo e come intervenire per mettere in sicurezza quello che ancora è rimasto in piedi. Dati che potrebbero anche servire alla magistratura, per stabilire eventuali responsabilità penali nei crolli. Una iniziativa in tal senso è stata disposta dal Corpo forestale dello Stato su delega della procura di Rieti per indagare sul crollo della scuola di Amatrice. Il drone, operato da Aiview Group, sfrutta le tecniche aerofotogrammetriche per mettere in evidenza i parametri

Analisi con drone del Ponte delle Torri di Spleto lesionato dal sisma

Analisi con drone del Ponte delle Torri di Spoleto

che interessano gli ingegneri, come la qualità del cemento, le modalità di costruzione, la solidità della struttura. E  aiutare gli inquirenti a far luce su quanto è successo. E ancora più importante, le ricostruzioni 3D possono dare risposte rapide a chi deve sapere se la notte la passerà all’addiaccio o potrà tornare a casa sua. O se le strade sono agibili: interessante a questo proposito l’uso del drone per verificare la sicurezza del Ponte delle Torri di Spoleto, uno dei simboli della cittadina, chiuso in via precauzionale dopo il sisma.

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Il robot europeo TRADR in una chiesa colpita dal sisma

Robot che volano, robot che camminano

Oltre ai robot volanti, per mettere in sicurezza gli edifici colpiti si rendono utilissimi anche i droni terrestri. Come quelli del progetto TRADR (Long Term Human Robot Teaming for Robot Assisted Disaster Response) della Commissione europea, un progetto a cui aderiscono venti istituti di ricerca europei, compresa l’università La Sapienza di Roma. TRADR non nasce per i terremoti ma piuttosto per gli interventi dopo i grandi disastri industriali, ma è molto utile anche in caso di calamità naturali dal momento che  può entrare negli edifici pericolanti prima dei soccorritori, e capire se la struttura è abbastanza salda da consentire l’accesso a tecnici e squadre SAR. Il “battesimo del fuoco” il drone lo ha avuto nel terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012, ed è stato impiegato ad Amatrice: due droni terrestri in cooperazione con una squadriglia di tre droni volanti sono stati usati per valutare l’agibilità e l’estensione dei danni alle chiese di San Francesco e Sant’Agostino, due importanti monumenti del quattordicesimo secolo.

Il momento in cui i droni del progetto TRADR entrano nella voragine del tetto della Chiesa di Sant'Agostino ad Amatrice

I droni TRADR entrano nella voragine del tetto della Chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice

Dati che serviranno anche al successivo restauro e recupero degli affreschi. In particolare, in questa missione sono stati necessari diversi voli all’esterno e all’interno delle chiese semidiroccate. Il team responsabile del progetto dice che “entrare con il drone nella chiesa di san Francesco è stata una sfida difficile sul piano tecnico, che ha richiesto la collaborazione di tre droni in parallelo. Mentre un drone cercava di entrare attraverso una voragine aperta nel tetto, gli altri due fornivano al pilota un flusso di immagini in diretta, come ulteriore fonte di orientamento. Un assistente a terra monitorava continuamente le immagini su tre monitor diversi e dava ulteriori indicazioni al pilota momento per momento”. Un volo quindi di altissimo valore tecnico, oltre che un prezioso aiuto per i soccorritori. Il responsabile del progetto, la dottoressa Ivana Kruijff-Korbayová, ha confermato che la missione ad Amatrice è stata la prima occasione in cui robot volanti e terrestri hanno lavorato insieme per dare risposte rapide ai soccorritori sul campo. E riporta che i Vigili del Fuoco sono stati molto colpiti dall’efficienza dei droni e hanno espresso la volontà di collaborare ancora in futuro con TRADR.

Droni europei TRADR ad Amatrice

Droni europei TRADR ad Amatrice

Quanto all’occhio dall’alto, in una intervista a Rai News l’ingegnere dei vigili del fuoco Ciro Bolognese ha spiegato che un drone ha volato lungo il campanile della chiesa di Sant’Agostino di Amatrice per studiare la statica del manufatto e fare gli interventi più urgenti di messa in sicurezza: “In una situazione del genere, con tutte queste macerie, un’autoscala non potrebbe arrivare” spiega Bolognese. “il drone è il mezzo più idoneo e garantisce un grado di dettaglio molto elevato”.

Droni contro gli sciacalli
Purtroppo i disastri naturali sono anche un’occasione per i delinquenti, che si intrufolano nelle case lesionate  per derubare i terremotati. Contro questa piaga le forze dell’ordine usano anche i droni: quelli dell’Esercito li abbiamo visti in azione dopo il terremoto di Amatrice e Accumoli, dove i droni insieme alla Polizia Stradale hanno monitorato tutte le vie di accesso alle aree colpite per rilevare la presenza di autovetture e persone, anche nascoste tra la vegetazione.

Droni dei Vigili del Fuoco in azione

Droni dei Vigili del Fuoco in azione ad Amatrice

Droni per prevenire i terremoti
E in futuro, forse i droni riusciranno anche a dare l’allarme prima che il terremoto si scateni. Risultati incoraggianti in questo senso l’ha dato un team di scienziati italiani e inglesi coordinato da Alessandro Tibaldi, professore associato di geologia strutturale nel Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra dell’Università di Milano-Bicocca, che in Islanda e in Grecia ha usato i droni per studiare le faglie che potrebbero diventare sismiche con una precisione impossibile da raggiungere con altri sistemi, compresi elicotteri e satelliti artificiali.

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