Droni e catastrofi: DJI mette a punto una app per la ricerca e soccorso

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L’uso dei droni nei compiti di ricerca e soccorso sta diventando sempre più importante, come dimostra anche il prezioso aiuto che i droni stanno dando ai terremotati in Italia centrale. Ma servono software e servizi specifici per ottimizzare i risultati, in un campo di applicazione dove i minuti possono fare la differenza tra la vta e la morte.

schermataDJI e la startup irlandese DroneSAR hanno sviluppato un’app (che non pare avere un nome, ma altri dettagli si trovano qui) pensata per aiutare gli operatori sul campo impegnati in missioni di ricerca e soccorso, integrando i droni e la loro capacità preziosissima di guardare dall’alto nelle procedure operative di pompieri, polizia e protezione civile. L’idea di base è quella di far arrivare le immagini termiche o ottiche riprese dal drone a un centro di controllo a terra, etichettando con le coordinate GPS tutto quello che può essere utile alla ricerca dei dispersi, a cominciare naturalmente dalla persona in difficoltà nel caso in cui venga individuata dal drone. Le coordinate possono essere inviate via email o sms alle varie persone impegnate nei soccorsi.

In più, la app tiene conto delle condizioni del terreno e della sua natura, in modo da aiutare sia il drone a sorvolare colline, montagne, boschi o pianure, e informare i soccorritori di cosa devono aspettarsi per raggiungere l’obiettivo. La app aiuta gli operatori a selezionare il volo automatico più adatto, sulla base di parametri come quota, campo visuale, durata delle batterie e probabilità di trovare i dispersi. “Molti dei compiti e delle strategie da usare nel corso di una ricerca e soccorso possono essere accelerate tramite l’automazione, contribuendo a ridurre il tempo necessario per trovare una vittima e salvare vite umane” ha detto Romeo Durscher di DJI. il software è stato sviluppato sulla base di ricerche reali effettuate da DJI in collaborazione con l’Associazione irlandese Donegal Mountain Search and Rescue team. La ricerca ha messo in evidenza che a una squadra di soccorso di cinque persone a piedi servono in media due ore per trovare un disperso in un chilometro quadrato, mentre il drone può fare lo stesso lavoro  in 20 minuti o meno.

“Il nostro obiettivo è quello di salvare vite umane”, ha detto Oisin McGrath, co-fondatore e ceo di DroneSAR. “Il nostro software riduce il rischio per le squadre a terra e abbatte i tempi di ricerca. Se saremo in grado di salvare ance una sola vita, avremo raggiunto il nostro obiettivo”.

→Guarda il sito dello sviluppatore

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