Record Intel: spettacolare coreografia di 500 droni in volo. Una sfida ai divieti contro il volo autonomo

0

Intel fa le cose in grande ed entra nel Guinness dei primati: una flotta di 500 droni “Shooting Star” disegnano una imponente, spettacolare  coreografia nel cielo. Questi droni possono volare in flotta, controllati da un singolo operatore, ed “è la prima volta al mondo che vola una formazione così imponente” dichiara il capo ingegnere Intel Daniel Gurdan.

intel-drone-500-2_tcm25-449924

Uno dei 500 droni “Shooting Star” di Intel che hanno fatto il volo record



L’idea è quella di sostituire i fuochi artificiali con le danze dei droni. Una cosa che interessa e molto i grandi parchi divertimento, come dimostra la stessa Walt Disney che ha giusto ieri ricevuto l’ok dalla FAA, l’ENAC americana, per usare i droni a Disneyworld di Orlando.

La cosa più interessante di questa nascente branca del volo automatico è che le autorizzazioni ricevuta dalla FAA, l’ENAC americana, da Intel e Walt Disney scardinano alcuni punti fissi dei regolamenti internazionali sull’uso dei droni commerciali, e cioè il volo autonomo. Il dogma, tanto dell’americana FAA quanto della nostrana ENAC, è che i droni debbono essere pilotati a vista. Intendiamoci, ciò non significa che sia proibito usare funzioni di volo automatico come rotte preimpostate GPS, Return to Home, Follow me eccetera: questo è perfettamente legale dappertutto, anche in Italia, e lo possono fare sia gli hobbysti sia i professionisti. Ma se si usa il GPS per volare, è obbligatorio che il pilota sia sempre pronto a prendere i comandi in ogni momento, e debba sempre poter seguire a vista le evoluzioni della macchina.

La cosa è ovviamente semplice e naturale quando si tratta di un drone solo, ma diventa umanamente impossibile per un singolo operatore poter intervenire singolarmente su uno dei 500 o più droni che stanno esibendosi contemporaneamente. Qui entriamo davvero nel campo del volo autonomo, dove a differenza del (legalissimo, lo ripetiamo) volo automatico le decisioni le deve prendere il software del drone e non il pilota. E di conseguenza il volo autonomo, a differenza di quello automatico, è vietato. Per un motivo molto semplice: tutte le leggi aeronautiche al mondo, compreso il nostro codice della navigazione, danno al pilota la responsabilità del volo, ma se il pilota non c’è, come accade nel volo autonomo, chi sarà mai il responsabile di quel che succede per aria?

intel-drone-500-5-690x460_cla questione legale è affascinante, e avrà ripercussioni importantissime non solo sui droni: pensiamo a quel che succederà tra pochi anni, quando le auto a guida autonoma saranno più diffuse e popoleranno davvero le nostre strade. In caso di incidente, chi è responsabile, se il guidatore non c’è ma ci sono solo i passeggeri? Ancora non esiste una risposta a questa domanda, ma la tecnologia corre impetuosa verso i piloti e i conducenti autonomi, e le coreografie Intel sono l’ariete che scardina le nostre certezze. Intel ne è ben consapevole, e per bocca di Natalie Cheung, a capo della divisione Light Show Business del colosso dei chip dichiara “Noi stiamo mostrando ai regolatori di tutto il mondo come le tecnologie dei SAPR usate nel modo giusto possono aiutarli a fare leggi più moderne sia per gli aeromobili senza pilota sia per quelli tradizionali”.

intel-drone-500-7-100691626-large-3x2Venendo dal mondo dei computer, è ovvio che Intel la risposta ce l’ha già, e dal suo punto di vista il pilota è semplicemente il computer. Anzi, il drone nella visione Intel altro non è che un computer che vola: “Noi crediamo che i droni siano un importante piattaforma di elaborazione dati e continueremo a investire in tecnologie e aziende che ci possano fornire i migliori computer, sensori, software e strumenti di comunicazione da integrare nello sviluppo dell’ecosistema dei droni” ha detto  Anil Nanduri, vice presidente del New Technology group di Intel, “Annunci come questo record sono pietre miliari del progresso che stiamo facendo nello spazio dei droni”.

Non stupisce quindi sapere che l’operatore responsabile della formazione di 500 droni non aveva nemmeno un radiocomando in mano, ma solo un laptop (va da sé, Intel Inside). E si è scomodato persino il CEO,  Brian Krzanich, commentando che i droni sono più facili e sicuri da usare per far spettacolo che non i fuochi artificiali.

7770 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: