La Germania testa Heron 1, UAV militare di fattura israeliana

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In virtù del suo ruolo chiave nella missione ONU di pacekeeping in Mali, la Germania vanta un accordo con Airbus Defense and Space che le consente di utilizzare fino a Febbraio 2018 tre droni militari modello Heron 1, di fattura israeliana. Si tratta di un UAV da media altitudine e resistenza a lungo termine, equipaggiato con data-link satellitare e sensori elettro-ottici a infrarossi, in grado quindi di monitorare esplosivi sul suolo e in aria.

Attualmente le forze tedesche impiegano questi droni per garantire la sicurezza lungo il perimetro del MINUSMA (Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali), ossia l’area in cui si trovano le forze di pace e operano le missioni ONU, oltre a raccogliere informazioni sui diversi gruppi terroristici che operano nel paese dell’Africa occidentale. Da quando le forze congiunte di Francia e Mali hanno scacciato Al-Qaeda e altri gruppi terroristici dalla città di Timbuctù, tre anni fa, il confine maliano con Algeria e Mauritania si è trasformato in un’area di pesanti scontri armati, basti pensare che solo nell’ultimo anno sono stati 30 i soldati MINUSMA rimasti uccisi, più di quelli fatti registrare da ogni altra missione ONU di peacekeeping.

Non è la prima volta, però, che UAV di questo tipo sfrecciano nei cieli del paese sahariano. Già da gennaio 2013, ossia da quando è iniziata la missione ONU in Mali, sono infatti operativi gli Harfang dell’Air Force francese, che sono in pratica una variante dell’Heron 1.

Stando a quanto dichiarato da un portavoce delle Industrie Aerospaziali Israeliane, pare che dopo la scadenza dell’attuale contratto di leasing la Germania intenda puntare sul più avanzato modello Heron TP, per la somma di 650milioni di dollari, confermando quanto ormai Israele giochi un ruolo di prim’ordine nell’esportazione di tecnologie militari legate ai droni, visto che vende UAV a molti paesi nel mondo, tra cui Cile, Colombia, Francia, India, Messico, Singapore e – appunto – Germania.

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