Cuomo: “Voglio un’aerovia per droni tra Rome e Syracuse”

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schermata-2016-11-11-alle-12-52-26Ci sono titoli che quando li scorri ti fanno cadere dalla sedia. Per lo meno,  nei due secondi che passano prima di capire che le due città che il governatore dello Stato di New York vorrebbe connettere con un’aerovia solo per droni non sono le nostre Roma e Siracusa ma le due città dal sapore italoamericano della contea di Oneda, nello stato di New York, distanti tra loro un’ottantina di chilometri, e a cinque/sei ore di macchina da New York City.
Andrew Cuomo vorrebbe connetterle con un corridoio aereo e infrastrutture del valore di una trentina di milioni di dollari perché crede che l’industria dei droni civili sia destinata a valere miliardi nel prossimo futuro: “Un corridoio aereo di 50 miglia (80 km, appunto) è un investimento che accelererà lo sviluppo dell’industria dei droni, supportando l’emergente uso deo droni nelle industrie chiave dello Stato, compresa l’agricoltura e la gestione delle foreste, trasporti e logistica, industria cinematografica e dei media, servizi e infrastrutture, oltre che sicurezza pubblica” afferma il governatore itaoamericano, figlio del più famoso Mario che fino a qualche anno fa è stato considerato papabile come presidente degli Stati Uniti.

Le due cittadine newyorkesi oltre al nome italiano hanno molto in comune, e sono collegate tra loro dal canale Eire, una via d’acqua che tanti anni fa era fondamentale, grazie a decine di chiuse permetteva alle navi  l’accesso ai grandi laghi (e quindi al Canada) partendo da New York. Una via di comunicazione così importante che ha permesso a New York di soffiare alla rivale Philadelphia il primato di porto più importante degli Stati Uniti, e di crescere fino alla gigantesca megalopoli che oggi tutti conosciamo. Il canale Eire con l’avvento del trasporto aereo non serve più a niente, è usato per lo più di battelli turistici e qualche rara nave da carico. Ora Cuomo vuole ricostruire una specie di canale Eire per droni, e gli auguriamo di avere fortuna. Anche perché l’industria americana dei droni civili è messa proprio male, non fa altro che collezionare figuracce e fallimenti. Speriamo che il canale, pardon, l’aerovia gli dia una bella boccata d’ossigeno.

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