Niente droni sugli indiani: la FAA proibisce le riprese della protesta dei Dakota

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Tempi duri per il drone journalism. La FAA, l’ENAC americana, ha messo una no-fly-zone temporanea sui luoghi dove gli indiani Dakota protestano contro la costruzione di un oleodotto. Luogo che è stato anche teatro di una curiosa “battaglia aerea” tra un drone dei Dakota e un elicottero dello sceriffo. Lo scontro tra indiani e cowboy prosegue nel cielo.

Sono mesi che gli indiani Dakota sono sul sentiero di guerra. L’oggetto del contendere è un oleodotto che attraversa le loro terre e soprattutto, secondo gli indiani, minaccerebbe di inquinare le acque del fiume Missouri e del lago Oahe, la principale fonte di acqua potabile della tribù. Un clima tesissimo, di cui ci eravamo già occupati quando un drone commerciale usato dai manifestanti aveva – secondo la polizia – minacciato un elicottero dello sceriffo. Ora la battaglia aerea procede sulle strade dell diritto all’informazione: le autorità aeronautiche americane hanno proibito ai giornalisti di riprendere le manifestazioni dall’alto. La scusa è la sicurezza, ma sta di fatto che le riprese dei giornalisti hanno messo in seria difficoltà la polizia, documentando una notevole carognata, cioè l’uso di idranti per disperdere i manifestanti: con il clima gelido del Dakota, l’idrante è davvero una cattiveria che avrebbe potuto finire in tragedia. Ora tutti a terra, salvo naturalmente i poliziotti: per i loro elicotteri il divieto non vale.

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