Che ne dite di un drone da corsa da 30 kg e 200 all’ora?

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I droni da corsa sono velocissimi, arrivano a 160 km/h, ma sono piccoli: classe 250 significa che la dimensione è 25 cm e il peso sta abbondantemente sotto il mezzo chilo. Con il risultato che lo spettatore vede una specie di corsa di zanzare isteriche e non capisce granché di chi vince e chi perde. E allora perché non farli più grandi, anzi, enormi? Questa è la scommessa del team australiano Freedom Class, che propone droni da corsa da 30 kg

Confronto tra eliche e motori del Freedom Class e quelli di un normale racer 250

Confronto tra eliche e motori del Freedom Class e quelli di un normale racer 250

Le gare di droni sono adrenaliniche e accedono l’interesse dei grandi network televisivi. La FAI stessa, la Federazione Aeronautica Internazionale sta per varare il primo vero campionato del mondo atteso per il prossimo anno. Tutti pronti sotto la bandiera a scacchi, ma con un grande punto interrogativo: allo spettatore da divano interesserà davvero vedere sfrecciare minuscoli mostriciattoli veloci come lampi? Riuscirà a capire chi vince e chi perde? Anche il miglior cameraman del mondo riuscirà a riprendere i sorpassi di dronetti che stanno in una mano che si sportellano a 160 km/h facendo una curva ogni tre decimi di secondo?

ballard-tech100A queste domande il team australiano Freedom Class vorrebbe rispondere pompando le dimensioni dei racer, fino a farli diventare mostri da trenta chili e oltre un metro di lunghezza. I test sono stati condotti in una fattoria sperduta in Tasmania, vista la pericolosità di un simile mostro, che come si vede nel filmato qui sotto, durante un test degli ESC (gli acceleratori elettronici che gestiscono il numero di giri delle eliche) riesce a sollevare la balla di fieno a cui è fissato, mentre i tecnici stanno (relativamente) al sicuro protetti da altro fieno che fa loro da scudo, come guerrieri medievali dietro i merli del castello.

Un esperimento tutto sommato andato bene, come racconta il capo degli ingegneri Leonard Hall: “Avevamo paura che l’imbardata fosse molto lenta, visto che gli ESC commerciali non sono certo progettati per far ruotare droni da 30 kg lanciati a 200 all’ora” ha detto. “E in effetti il problema c’è. Ma siamo riusciti a trimmare la macchina in modo da ottenere prestazioni che ci si possono aspettare da un quadricottero con eliche da dieci pollici. Questo significa che se pure l’imbardata è critica, rollio e beccheggio sono aggressivi e rapidi come si conviene a una macchina da corsa di queste dimensioni”. Pronti al via? Io vado a comperarmi un casco.

 

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